I PROBLEMI APERTI
Il monitoraggio delle attività e il dibattito all'interno del gruppo di coordinamento hanno messo diversi punti di
attenzione:
e alcuni nuovi
percorsi:
Miglioramento dell'uso delle informazioni e riservatezza delle
informazioni
Quando le scuole si confrontano con le attività di
autovalutazione, gran parte della loro attenzione è focalizzata sulla definizione delle priorità e sulla raccolta dei dati.
A fronte della grande quantità d'informazioni disponibili (tabelle e grafici) si pone il problema di una loro corretta utilizzazione.
Con quali strumenti restituire alle scuole i dati elaborati?
Quali conoscenze statistiche devono possedere le scuole per meglio comprendere le elaborazioni?
Quali informazioni dare ai diversi destinatari (dirigenti, docenti, genitori, alunni, amministratori locali…)?
La questione
dell' "uso dei
dati" ha presentato al progetto diverse sfide.
In fase di progettazione non era stata dedicata sufficiente attenzione a questo problema: lo si riteneva implicitamente importante, ma in qualche misura scontato.
Sono stati i problemi emersi dall'esperienza e
l'intervento degli esperti a richiamare l'attenzione sulla sua rilevanza e sulle concettualizzazioni che esso sottintende. Da un lato c'è un'esigenza di efficienza complessiva del processo: organizzare bene la raccolta e l'immissione dei dati, in modo pertinente e in tempi rapidi e funzionali al ritmo dell'anno scolastico, garantendo una restituzione tempestiva delle informazioni.
D'altro lato c'è l'esigenza di migliorare sempre più la qualità dell'informazione, in modo che sia chiara e facilmente leggibile e che possa suscitare percorsi interpretativi utili, rispettando al tempo stesso la necessità di alcuni circuiti di
riservatezza (non tutte le informazioni a tutti).
L'itinerario è complesso e richiede un continuo affinamento e l'ideazione di adeguati strumenti di supporto.
Impatto complessivo del progetto e coinvolgimento della
scuola
Gli insegnanti potenzialmente coinvolti nella
rete sono circa 2500 (2632 nel 2003): un numero molto elevato per pensare ad un contatto diretto con tutti e ad un impatto generalizzato.
Di fatto solo i dirigenti, i docenti delle task force ed alcuni altri gruppi (circa 200-300) partecipano personalmente alle attività di
ricerca-azione e di
formazione.
Sono quindi da studiare e migliorare le strategie di disseminazione e condivisione dell'esperienza al di fuori della cerchia più ristretta.
Bisogna monitorare e studiare i modi in cui la cultura
dell'autovalutazione può diventare parte integrante dell'identità profonda della scuola: gli ostacoli che incontra, le condizioni che richiede, i benefici che può apportare.
Documentazione e creazione degli archivi storici
Lo sviluppo del progetto ha portato alla produzione di una vasta
documentazione che comprende contributi dei
consulenti, materiali preparatori di
seminari e attività di
formazione, resoconti di esperienze, verbali di riunioni e naturalmente raccolte di dati ed elaborazioni.
Questa documentazione viene assemblata di anno in anno in "rapporti annuali" che sono messi a disposizione di ogni scuola.
Tuttavia si avverte l'esigenza di valorizzare meglio il patrimonio di materiali prodotti, che costituiscono una componente importante dell'identità della
rete.
Si tratta di costruire un piano di documentazione e comunicazione integrata (con i diversi mezzi di comunicazione) in grado di documentare il prodotto (il passato), il processo (testimoniare il presente) e il progetto (costruire il futuro).
Si ritiene che la disponibilità di buoni materiali di documentazione possa dare un contributo rilevante ai percorsi di ideazione di nuove attività ed ai processi decisionali a livello di rete, offrendo anche validi modelli da utilizzare a livello di scuola.
La
didattica in
aula
Un nuovo indirizzo che la
rete intende seguire dopo aver realizzato alcune esperienze pilota, è quello dell'analisi della
relazione docente-alunno nella didattica in aula.
Le esperienze condotte hanno evidenziato le rilevanti potenzialità dell'"osservazione reciproca tra pari" (peer observation), come attività che consente di mettere efficacemente in luce alcuni aspetti cruciali del processo di insegnamento-apprendimento e di suscitare nuove consapevolezze.
Questa tecnica, molto diffusa nel mondo anglosassone, incontra nel nostro contesto ritrosie e resistenze, tuttavia, quando un'adeguata preparazione dell'ambiente consente di affrontarle serenamente, si rivela molto fertile.
Si pensa quindi di
approfondire ed ampliare i percorsi realizzati di documentare dettagliatamente le esperienze vissute, in modo che possano suggerire piste di lavoro alle
scuole.
Le
competenze degli
alunni
La
rete è impegnata nella definizione di nuovi
strumenti di rilevazione che consentano di valutare le competenze degli alunni.
Si sta lavorando in particolare sul rinnovamento dei test di storia per quinta elementare e terza media ideati e prodotti dalla rete (Alice 11 e Alice 14) e sull'adeguamento di prove "trasversali" fornite dal Dipartimento dell'insegnamento della Catalogna.
La
certificazione di qualità
Una problematica che ha acquisito una rilevanza strategica nel contesto lombardo è quella della
certificazione di
qualità.
La Regione Lombardia richiede infatti a tutti i soggetti
- pubblici e privati - che intendono partecipare alle gare per l'attribuzione di
fondi sociali europei di essere in possesso di certificazione di qualità
ISO.
Questa richiesta, che rispecchia una linea di tendenza che tocca da vicino anche le scuole, ha agito da pretesto per un approfondito confronto tra l'idea di
qualità che sta alla base del progetto e quella che ispira la certificazione.
Si sono evidenziate alcune aree di possibile omogeneità, ma anche alcune profonde differenze.
Ci si propone ora di verificare fino a che punto sia possibile costruire un modello di certificazione di
rete che possa utilizzare gli strumenti già in uso, quali implicazioni ciò comporti, sotto il profilo dei "rischi", dei costi e del valore aggiunto.