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VITA ASSOCIATIVA

ASSEMBLEA SOCI - 24 maggio 2006

LOTTERIA

 

INSERTO

Nelle pagine che seguono riportiamo la comunicazione opportunamente preparata dai partecipanti al meeting di Karmoy per informare i colleghi dell'IC di Chiuduno sull'andamento dei lavori svolti in Norvegia nell'ambito del progetto Comenius 2.1 "SEEDS" del quale la nostra Associazione è partner.

 

Bergamo, 23 giugno 2006                               a cura di Gianfrancesco Musumeci, coordinatore delle attività di rete

 

Report per l'Istituto Comprensivo di Chiuduno

Dal 3 al 7 maggio 2006 si è svolto a Karmoy (No) il secondo meeting del progetto europeo SEEDS sul tema della scuola come luogo di cittadinanza attiva.

Per l'Istituto Comprensivo di Chiuduno, capofila e beneficiario del progetto, hanno partecipato la dirigente scolastica e l'insegnante referente Mariacristina Zarrella.

Erano presenti 2 rappresentanti dell'Associazione STRESA, due della London University, quattro della delegazione norvegese, uno della Repubblica Ceca, la prof.ssa Carmo Climaco, supervisore, e la coordinatrice scientifica del progetto, dott.ssa Giovanna Barzanò. Mancava la delegazione catalana, che ha giustificato la sua assenza per inderogabili impegni di lavoro.

Il meeting è stato molto vivace, intenso e produttivo.

Innanzitutto l'accoglienza dei norvegesi è stata veramente impeccabile e calorosa, offrendo a tutti i partner presenti la possibilità di sentirsi subito a loro agio, con un trattamento pieno di attenzioni, un'ospitalità veramente confortevole e l'opportunità di assaporare il clima, la cultura, il paesaggio norvegese nelle sue tonalità più caratteristiche e interessanti.

Dai primi giorni passati a Skudeneshavn, alloggiati nelle tipiche casette di legno bianco, in riva al mare, all'attrezzatissimo e confortevole Centro Psicopedagogico in cui si sono svolti gli incontri, alle interessanti scuole visitate e alla cortesia dei loro dirigenti, alla meravigliosa visita sui fiordi attraverso il paesaggio montano e marino, abbiamo potuto vivere e respirare l'atmosfera di questo stile di vita, accompagnati sempre dalla gentilezza cordiale dei nostri ospiti, da un insolito sole pressoché mediterraneo, da un ritmo di lavoro che alternava riflessioni, ricerche, pause e nuove scoperte sul campo, con sapiente maestria.

Il lavoro ha permesso di confrontare i diversi contributi portati dai vari Paesi: innanzitutto gli studi di caso, particolarmente approfonditi da STRESA e dalla Scuola ceca; riflessioni teoriche elaborate dal gruppo norvegese e dall'Università di Londra; alcuni progetti concreti sperimentati dalle scuole di Chiuduno e di Karmoy.

Il progetto di Chiuduno, abilmente presentato dall'insegnante Mariacristina Zarrella, ha illustrato la storia, gli obiettivi, le attività e i risultati finora ottenuti dalla Consulta Giovani, la rete territoriale chiudunese, composta dai referenti delle scuole locali, dei genitori, delle società sportive, dei gruppi culturali, della Parrocchia, e coordinata dall'Assessore ai Servizi sociali con il supporto degli educatori della cooperativa Arkè, che ha dato vita negli ultimi due anni alla Commissione Preadolescenti, attivata in collaborazione con la scuola media e impegnata nella progettazione e realizzazione delle feste per gli adolescenti, a partire dall'indagine svolta gli scorsi anni sul tempo libero e sul significato e le modalità della rappresentanza.

Questo progetto è stato portato come esempio concreto e "in progress" di cittadinanza attiva e responsabile, ed è stato particolarmente valorizzato e apprezzato da tutti i partners per la sua dimensione di rete e di apertura al territorio, per il coordinamento e il monitoraggio continuo, per l'effettivo protagonismo offerto ai ragazzi come opportunità da gestire in modo reale.

Con il racconto di questa significativa esperienza, sintetizzata con slides e fotografie, i partecipanti al meeting hanno potuto confrontare i progetti norvegesi attraverso due visite alle scuole.

La prima è stata la Holmen School di Karmoy, una particolare scuola che potremmo definire di recupero dei drop out, che accoglie per un periodo da uno a tre anni quei ragazzi (circa 10 per anno) che sperimentano l'insuccesso scolastico nella scuola superiore ed hanno gravi problemi esistenziali.

Questa scuola, finanziata totalmente dal Comune di Karmoy, vuole essere una "pagina nuova" nella vita di questi studenti, ivi indirizzati dalle scuole dove essi hanno sperimentato gravi insuccessi scolastici e forme di disadattamento.

Con la guida di 5 docenti, che lavorano con i 10 studenti per 30 ore settimanali, dalle 8 alle 14,i ragazzi negli ultimi anni stanno costruendo nel laboratorio di falegnameria, appositamente attrezzato, una vera e propria barca, che rappresenta anche simbolicamente il loro viaggio e il loro concreto progetto di vita, in cui si stanno impegnando con responsabilità e forte motivazione.

Le attività in questa scuola sono prevalentemente pratiche, e ogni docente rimane con gli studenti tutto il giorno con doppia competenza: insegnante di matematica e cuoco, insegnante di inglese e falegname, insegnante di musica e giardiniere…

I docenti e il dirigente in genere non vogliono conoscere nulla del passato scolastico di questi alunni (se non quelle informazioni davvero indispensabili per il loro lavoro), per non condizionare la loro idea dei ragazzi, e il loro obiettivo è quello di offrire a ciascun ragazzo la possibilità di sperimentarsi con successo nella scuola, e di diventare consapevole delle proprie attitudini, per potersi poi reinserire nel normale circuito scolastico, oppure direttamente nel mondo del lavoro.

Ogni anno, a fine anno, essi appendono su una grande parete le tavolette di legno con inciso il nome di ciascun alunno/alunna, e organizzano una festa cui partecipano anche tutti gli studenti degli anni precedenti e le loro famiglie.

I ragazzi stessi collaborano attivamente alla gestione della giornata scolastica, e al termine della nostra visita hanno cucinato e servito il pranzo per noi.

Un'altra visita importante per il tema oggetto della nostra attenzione è stata quella alla scuola primaria di Skudeneshavn, dove abbiamo potuto vedere "agiti" i valori della partecipazione e della responsabilità in una giornata, gestita dai genitori senza la presenza dei docenti, cosa che avviene in quella scuola ogni settimana regolarmente durante l'anno scolastico.

Le attività, programmate dettagliatamente negli obiettivi e nelle modalità dal gruppo dei genitori che si rende disponibile, vengono svolte nella outdoor area, molto ampia e appositamente attrezzata per offrire ai bambini la possibilità di fare esperienze per educare la propria creatività e le relazioni interpersonali, attraverso attività prettamente fisiche e sensoriali (learning by doing).

Particolarmente significativa in tal senso è l'area all'aperto attrezzata a "jungle", dove copertoni di veicoli di varie dimensioni, corde robuste, pali in legno e in acciaio danno agli alunni la possibilità di arrampicarsi, di lanciarsi appesi alle corde e di dondolarsi nell'aria, di salire e scendere dalle scalette, di infilarsi dentro piccoli tunnel, di giocare in libertà.

Molto diversa dal nostro sistema scolastico e culturale è la gestione della sorveglianza sui bambini, i quali vengono lasciati effettivamente molto più liberi che da noi di trovarsi le loro occasioni di gioco, di muoversi negli spazi disponibili, senza che l'adulto si trovi nelle immediate vicinanze.

All'interno del meeting, il confronto è proseguito anche sugli studi di caso: la rete STRESA ha riferito delle interviste, focus group, brainstorming e osservazioni condotte dagli insegnanti ricercatori, appositamente formati, su un campione di popolazione scolastica appartenente a tre scuole della rete (Chiuduno, Fara d'Adda e Bergamo-Da Rosciate), che hanno coinvolto alunni delle seconde medie, insegnanti, bidelli e dirigenti scolastici, con lo scopo di rilevare il clima delle relazioni, il senso e le modalità di appartenenza alla comunità scolastica, lo stile di partecipazione, il lavoro di gruppo, il rispetto dei ruoli e delle regole…, insomma lo spirito di cittadinanza attiva e responsabile presente nella cultura della propria scuola.

Un lavoro simile è stato presentato dalla scuola ceca di Humpolec, nella quale l'indagine ha utilizzato lo strumento del questionario rivolto a insegnanti e studenti.

Al termine dei lavori, conclusi con una interessante immersione nel paesaggio dei fiordi norvegesi, il gruppo si è dato appuntamento per il prossimo novembre, a Barcellona.

L'impegno assunto dai partners prevede la presentazione di ulteriori progetti concreti attivati nelle scuole, l'intervista agli attori dei progetti, l'approfondimento dei punti critici emersi dagli studi di caso, che la rete STRESA ha già previsto di ampliare con l'indagine su altri 6 istituti.

STRESA inoltre porterà un nuovo blob sul tema della cittadinanza, commissionato in questo periodo a Dario D'incerti.

Inoltre il sito del progetto SEEDS verrà aggiornato a breve con la documentazione del meeting e i materiali più significativi.

Vi invitiamo a visitarlo: www.seedseuroproject.org.

 

Alla prossima puntata: l'avventura in _Europa continua!