" Le
due facce della responsabilità: una sfida per l'apprendere e
l'insegnare" è il tema della relazione tenuta da Silvano Tagliagambe,
venerdì 24 novembre 2006, presso la scuola primaria "A. da Rosciate"
di Bergamo. Il professor Tagliagambe, docente di Filosofia della
scienza all'Università di Sassari, collabora da tempo con la rete
STRESA apportando un significativo contributo alle iniziative della
rete legate alla formazione dei docenti sui temi strategici, per un
insegnante, dell'apprendere e dell'insegnare.
La responsabilità, tema centrale della scuola estiva di Bressanone,
è stata presentata come "incontro di due piani: individualità
fisica, corporea e coscienza , razionalità, emozione", generata
"dall'attrito con il mondo", forza che deriva "dall' "unione di due
debolezze". Questo modo di vedere la responsabilità conferisce a
questa parola un "corpo", la rende più "umana".
Viva curiosità, e qualche inquietudine, ha suscitato nei presenti il
sapere che nel nostro cervello esistono dei neuroni, i neuroni
specchio, che si attivano sia quando compiamo un movimento che
quando lo vediamo compiere. Essi sono il meccanismo cerebrale
attraverso cui i nostri sistemi nervosi sono catturati da altri
sistemi nervosi, ma per nostra fortuna sono presenti anche
meccanismi inibitori…
I processi simulativi sono alla radice dell'apprendimento, per cui i
"mondi virtuali", pane pressoché quotidiano dei ragazzi d'oggi,
debbono essere oggetto di un'attenzione particolare da parte degli
educatori.
La relazione di Silvano Tagliagambe ha aperto una finestra su un
modo nuovo di vedere ed affrontare i problemi legati
all'apprendimento. Il cammino per comprendere meglio la portata di
queste nuove conoscenza, evitando pericolose semplificazioni, e per
trasformarle in pratica educativa, non può essere che lungo e
faticoso.
Nel sito sono disponibili
le slide presentate da Silvano Tagliagambe.
Il 18 ottobre presso l'Auditorium della Cassa Rurale Banca di
Credito Cooperativo di Treviglio Gera d'Adda si è tenuto il
seminario per dirigenti scolastici e docenti dal titolo
"Riconoscimento, memoria conoscenza: lavorare con la storia",
patrocinato dal Comune di Treviglio.
Il seminario ha concluso l'attività biennale, nell'ambito del
progetto RIMEMCO (RIconoscimento, MEMoria, COnoscenza), di due
gruppi di dirigenti scolastici e di insegnanti della rete coordinati
da Antonella Baldini e Francesco Tadini, con il supporto scientifico
di Ivo Mattozzi, professore di didattica della storia all'Università
di Bologna, di Ernesto Perillo e Maria Teresa Rabitti, ricercatori
del gruppo CLIO 92 di Bologna.
Nel corso del seminario, coordinato da Giovanna Barzanò, è stato
presentato l'opuscolo preparato dai gruppi di lavoro che si sono
impegnati a proseguire l'attività di ricerca e di sperimentazione
anche in questo anno scolastico. L'opuscolo, rinvenibile su sito
www.retestresa.it, propone in modo analitico ed ampiamente
documentato due unità di apprendimento: il quadro di civiltà attuale
del popolo ebraico per la classe 5ª di scuola primaria e la
fruizione dei diritti, identità collettiva e stereotipi della
diversità nella storia degli Ebrei in tre momenti del '900 per la
classe 3ª di scuola secondaria di 1° grado.
Gli interventi dei nostri ospiti di Bologna hanno sottolineato i
vari passaggi dell gruppo di lavoro nella costruzione e nella
realizzazione delle unità di apprendimento. In particolare Ivo
Mattozzi si è soffermato sugli scenari che si presentano oggi agli
insegnanti della scuola di base che intendono "fare storia" con i
loro alunni.
Ha concluso l'incontro un brillante intervento di Elisabetta Ruffini,
presidente dell'Istituto per la Storia della Resistenza e dell'età
contemporanea, sul tema "La costruzione della memoria collettiva
della Shoah".
Stiamo organizzando un incontro a Caravaggio per l'8 febbraio con
David Nevo che ci intratterrà sulle problematiche della valutazione
interna ed esterna dell'istituto scolastico.
David Nevo, dell'Università di Tel Aviv (Israele) è uno dei più
quotati esperti internazionali su questa tematica. Invieremo per
tempo a tutte le scuole la locandina del seminario.
Si è
conclusa a dicembre la raccolta delle richieste delle scuole
relative alle indagini (questionari e test), che ha registrato un
incremento notevole.
Il numero degli strumenti di indagine che le scuole utilizzeranno
quest'anno è salito da diecimila a tredicimila (circa il 30% in più
dell'anno scorso). E' una conferma della affidabilità degli
strumenti, della qualità dell'analisi dei dati e della cura nella
restituzione alle scuole. E' anche uno stimolo a fare meglio perché
certamente ci sono miglioramenti ed aggiustamenti da programmare.
Quest'anno ci impegneremo a seguire con particolare attenzione la
somministrazione-pilota a 2680 alunni del questionario " Come
studio, come faccio i compiti", ripreso da una ricerca francese e
messo a punto da un gruppo di lavoro lo scorso anno.
Ci sembra che l'elemento che emerge dalle scelte e dalle indicazioni
delle scuole sia l'incremento, rispetto all'anno scorso, del numero
di questionari di percezione, utili per raccogliere e rappresentare
il punto di vista degli alunni e anche quello dei docenti (come
mostra la tabella di seguito riportata).
E' un chiaro segnale della sensibilità e dell'attenzione verso
quello che gli alunni vogliono dirci e verso la rete di relazioni e
il clima che esiste all'interno delle scuole. Questo ci dà
sicuramente suggerimenti anche per i percorsi di formazione che
abbiamo in cantiere.
La cultura della scuola
Partecipare, Raccontare, Progettare
Imparare la ricerca, imparare dalla ricerca
Percorsi su tema
(da 3 a 5 incontri - 10-20 ore per gruppi di 10-20 partecipanti)
1. Dire, fare, pensare…
2. Matematica…finalmente!
3. Capire e dire:testi e contesti
4. Il punto di vista degli alunni
5. Cittadinanza a scuola: esperienze e problemi.
6. Imparare la storia
7. Osservarsi tra pari:crescere nella pratica professionale
… a bottega
Workshop di esperienze (da 5 a 6 incontri)
8. La bottega di narrazione: Narrazioni, fiabe….tracce di sé e degli
altri con Diego Napolitani
Approfondimenti sulla cultura dell'apprendere e dell'insegnare
Incontri e conversazioni (3 ore)
9. Imparare la storia con Ivo Mattozzi
1o. La cultura della cittadinanza con Jaap Scheerens
11. Valutazione esterna e valutazione interna con David Nevo
12. Storie e teorie "dal campo": ricostruzione di un'identità di
rete con R. Serpieri e I. Romano
13. "Interviste" evento teatrale preparato da Daniela Tamburini e i
docenti della rete - commento di Diego Napolitani, Mauro Ceruti e
Silvano Tagliagambe
Sentire: io so quel che tu fai…
Corsi residenziali per gruppi di almeno 8 insegnanti per scuola
Per esempio…
Esperienze,progetti, percorsi di scuola presentati per narrare,
confrontarsi, crescere insieme
Ai
primi di novembre si è svolto a Barcellona il terzo meeting di SEEDS,
progetto europeo SOCRATES, che tratta il tema della cittadinanza in
una prospettiva legata alla didattica e ai progetti di scuola e che
è coordinato dall'IC di Chiuduno.
Si è trattato di un'importante tappa del processo in cui i partner
hanno presentato i loro materiali prendendo spunto da quelli
presentati da Italia e Repubblica ceca a Karmoy in Norvegia nel mese
di maggio.
La Norvegia ha proposto due studi di caso di scuole dell'area di
Karmoy, l'inghilterra uno spazzato di un progetto sulla cittadinanza
realizzato a Belfast nel nord Irlanda, una zona particolarmente
significativa in cui l'educazione deve cercare di far superare le
barriere costruite in decenni di scontri fra i cattolici dell'IRA e
i protestanti.
La Catalogna, paese ospite, dopo averci chiarito finalità e
obiettivi dell'educazione in Catalogna, ci ha proposto uno spaccato
metodologico degli studi di caso che verranno ulteriormente
elaborati.
Tre dirigenti bergamaschi hanno presntato i loro progetti sulla
cittadinanza. L'IC di Chiuduno ha aggiornato i partner sul progetto
"La parola agli alunni", mentre l'IC di Fara ha presentato il
progetto "Sperimentare la democrazia" e l'IC Rosciate di Bergamo il
progetto "Insieme è meglio".
Chi mastica un po' d'inglese può trovare il materiale sul sito
www.seedseuroproject.org.
In
concomitanza con i lavori di SEEDS, un gruppo di dirigenti di STRESA
ha avuto modo di conoscere alcuni esempi di processi di
autovalutazione in atto nelle scuole catalane, due della città e due
di paesi limitrofi, due di scuola dell'infanzia - primaria e due di
scuola superiore, situati tutti in diversi contesti socio-culturali:
uno di buon livello, tre di basso livello e tra questi uno con un
tasso di alunni stranieri altissimo.
Ecco gli aspetti più interessanti dell'esperienza e le riflessioni
che ne sono emerse.
Attenzione dei dirigenti e dei docenti delle scuole agli esiti
di apprendimento degli alunni mediante:
utilizzo dei dati dei test del sistema di valutazione per
innestare processi di miglioramento
idea di miglioramento come miglioramento delle condizioni
per apprendere
domande di riflessione su come migliorarli (interpretazione)
e ricerca di interventi mirati contestualizzati e
circostanziati
convinzione che si può incidere in modo significativo se si
curano le acquisizioni delle competenze di base e dunque con
azioni dei docenti a carattere formativo che intendono
raggiungere e mobilitare le risorse degli alunni per
apprendere.
Forte connotazione partecipativa ottenuta mediante il
coinvolgimento di tutti i docenti e di tutti gli alunni nelle
scelte e nelle azioni.
Incisività delle progettazioni sulle attività e
sull'organizzazione della scuola:
non settorialità o marginalità degli intereventi ma
trasversalità
non episodicità o frammentarietà degli ma pervasività e
permanenza
Chiarezza nella definizione degli obiettivi e delle strategie
per raggiungerli
costruzione di consenso circa cosa è modificabile
definizione delle cose che si possono fare
fare le cose che si è deciso di fare
Modello di scuola inclusiva che orienta le azioni e dà senso
alle scelte della comunità scolastica mediante:
clima di fiducia e di lavorazione
leadership educativa allargata
automotivazione del gruppo e mobilitazione delle risorse
esistenti
Al Col.legi
d'Educaciò Infantil i Primaria - Escola pubblica di Banùs è in corso
il progetto "Aiutami, ho un problema".
Scopo e
origine del progetto: migliorare gli esiti in matematica degli
alunni che erano al di sotto della media attraverso:
un
intervento sull'insegnamento a risolvere problemi con un
processo di riflessione e la costruzione di un'azione congiunta
di tutta la scuola
alcuni accordi metodologici
l'invenzione e strutturazione di una cornice - trama narrativa
che inserisce la soluzione di problemi dentro situazioni a
carattere "problematico" di investigazione e ricerca
la
scelta di temi su cui ancorare la soluzione dei problemi che
presentano contesti storici.
Lorena
Peccolo
- . - . - . - . - . - . - . - . - .
L'incontro con dirigenti scolastici e docenti di scuole primarie e
secondarie della Catalogna è stato molto stimolante e ha consentito
alcune riflessioni.
La scoperta di diversità professionali e organizzative del servizio
scolastico innesca sempre confronti arricchenti, ricerche di ciò che
accomuna e di ciò che differenzia coloro che operano all'interno di
una scuola europea.
Il piacere di incontrare "l'altro" consente di mettere in evidenza,
sia per chi si presenta che per chi ascolta e osserva, gli elementi
di positività e convergenza professionale, lasciando nel backstage
le fatiche, i contrasti, le difficoltà, le sconfitte, gli insuccessi
che, in ogni percorso di gruppo, sono presenti e a volte superano i
dati postivi.
Nell'incontro con i docenti e con i dirigenti catalani è emerso un
generale positivo clima di alta motivazione professionale, di
orgoglio per il servizio offerto e per i progressi realizzati, di
consapevolezza della attenzione e del significativo investimento
politico e finanziario della municipalità regionale.
Certamente la confusione e il disorientamento causato fra gli
operatori della scuola italiana, dalle recenti scelte di politica
scolastica, pesantemente osteggiata in sede sindacale, hanno
contribuito non poco a ridurre la nostra motivazione professionale.
Fa piacere invece constatare che in Catalogna si respira
generalmente un clima di maggiore entusiasmo e vivacità, con
significative ripercussioni anche in campo scolastico.
La presenza di un dirigente scolastico all'interno di ogni Istituto
(le scuole visitate, sia primaria, sia secondaria avevano
all'incirca 300 alunni) gli consente di esercitare,con sistematica
profondità, un ruolo orientativo e propositivo sulle due
fondamentali coordinate del servizio scolastico:
l'efficacia degli apprendimenti, la ricerca di comuni procedure
di insegnamento/apprendimento.
E'
emersa la figura di un dirigente scolastico presente, attivo,
partecipe dei problemi chiave: come si vive e come si apprende
all'interno della scuola.
La nostra realtà scolastica, così frammentata territorialmente in
aggregazioni medio - piccole e su una popolazione scolastica più
vasta e diversificata per ordine di scuola, ha inevitabilmente
imposto al dirigente scolastico un ruolo di organizzatore e
pianificatore di risorse, di coordinatore del sistema, distante dal
vissuto educativo e didattico quotidiano, relegato quasi
integralmente ai docenti.
Non è
casuale che molti dei nostri docenti oscillino fra due atteggiamenti
antitetici:
da
un lato lamentano l'assenza di un interlocutore autorevole con
il quale condividere problematiche professionali legate alla
ricerca metodologico - didattica, alla relazione educativa, alla
sperimentazione di nuovi percorsi curriculari;
dall'altro rivendicano un'indipendenza e un orgoglio
professionale consolidati dall'autonomia e dalla collaborazione
fra pari, con la supervisione di valide colleghe funzione -
strumentale.
Inoltre
non pochi dirigenti scolastici rifiutano il solo ruolo di
supervisore e orientatore di una politica scolastica d'Istituto
lontana dalla quotidianità del fare scuola e per riappropriarsi di
questo aspetto, si aggregano in associazioni professionali coma la
RETE STRESA che ha come proprio specifico campo d'indagine,aspetti
di ricerca sull'insegnare e sull'apprendere.
Queste
collaborazioni di rete fra istituti italiani, presenti in modo
significativo anche nella Catalogna, hanno forti ripercussioni
professionali: consolidano, arricchiscono, potenziano problemi,
soluzioni, relazioni fra gli operatori di un territorio, consentendo
di ampliare lo sguardo in cerchi concentrici sempre più estesi.
La
collaborazione professionale fra la RETE STRESA e il Dipartimento
dell'educazione della Catalogna, consolidatosi in questi anni,
possiede potenzialmente interessanti sviluppi che in futuro non
potranno che emergere.
Due i punti all'ordine del giorno: presentazione del programma
annuale di STRESA 2007 e modifiche statutarie.
Circa il primo punto, è stata data comunicazione che sono già state
raccolte le richieste di utilizzazione delle le indagini
(questionari e test) da parte delle scuole e si prevede l'inizio
delle attività di somministrazione per il mese di dicembre/gennaio.
Un apposito gruppo di lavoro ha concluso la revisione del
questionario "Come studio Come lavoro" che viene proposto quest'anno
come novità.
Circa le attività formative, è stato illustrato il programma
denominato "La cultura della scuola: partecipare raccontare
progettare" riportato su un apposito opuscolo consegnato ai
presenti.
Sono quindi state fornite spiegazioni dell'evento teatrale e degli
incontri che si intendono proporre come seminari di presentazione e
discussione tra gruppi di due/quattro scuole su esperienze/progetti
in corso di realizzazione nelle scuole per sviluppare obiettivi
coerenti con la filosofia del progetto STRESA. L'idea è quella di
costruire occasioni di riflessione professionale su eventi e
percorsi di particolare interesse per dare senso e significato al
sapere che si produce nelle scuole e in classe.
Anche quest'anno l'Associazione farà il possibile per proporre tutte
le attività a costo zero per i corsisti con l'obiettivo di ottenere
la massima partecipazione di docenti e dirigenti scolastici.
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Per il secondo punto relativo alle modifiche statutarie, è stata
sottolineata in via preliminare l'importanza che la legge
finanziaria 2007 preveda la possibilità di devolvere ad associazioni
e enti accreditati il 5 per mille del proprio reddito. Questa
opportunità, che rappresenta per l'associazione una delle possibili
fonti di finanziamento, è stata ampiamente valutata nei precedenti
incontri del comitato di gestione. Richiede però una serie di
passaggi per poter registrare l'associazione nell'elenco nazionale
dei soggetti accreditati. Il primo passaggio prevede alcune
modifiche allo statuto dell'associazione. E' stata quindi illustrata
la proposta di modifiche statutarie degli artt. 4 commi 1e 2; art.
6; art. 7 comma 8 e art.11. con queste modifiche:
articolo 4, commi 1 e 2 riguardanti le modalità di scioglimento
dell'associazione e la gestione dell'eventuale patrimonio;
articoli 6 e 7 inserimento della principio di gratuità delle
prestazioni dei soci e delle cariche sociali;
articolo 11 pubblicità degli atti e dei registri
dell'associazione.
A questa fase preliminare di adeguamento delle caratteristiche
statutarie seguirà l'approvazione dello statuto da parte di un
organismo provinciale e successivamente la registrazione nell'elenco
nazionale dei soggetti titolati a proporsi per il 5 per mille. La
procedura richiede tempi lunghi e quindi si rende necessario partire
per tempo.
L'assemblea ha approvato ogni modifica all'unanimità.
L'Assemblea ha poi approvato alcune variazioni di bilancio proposte
dal Tesoriere Salvatore Carfì.
Bergamo, 20 dicembre 2006
a cura di
Gianfrancesco Musumeci,
coordinatore delle attività di rete