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I siti consigliati dalla lista...

# 1

22/02/04
Benvenuto nella lista: napoanet.identita@domeus.it!!
Da oggi fai parte di NAPOAnet, una delle iniziative del progetto Napoa2, “Nuovi Apprendimenti per l’organizzazione che apprende”.
A partire da oggi riceverai, almeno una volta alla settimana, una mail da parte del team di moderatori di questa mailing list sulla tematica che hai scelto, che sarà così articolata:
IDENTITA’ DI GENERE (corpo, mente..)
IDENTITA’ PERSONALE (negazione, affermazione, carattere, anima..)
IDENTITA’ SOCIALE (ruolo, professione, status…)
IDENTITA’ CULTURALE (storia, arte…)
IDENTITA’ DI SISTEMI E ISTITUZIONI (scuola, famiglia…)
IDENTITA’ NELLE COMUNICAZIONI (linguaggio, tecnologie, ambienti…)
IDENTITA’ ……
Questo elenco contiene una riga vuota: è lo spazio per gli spunti e le idee che nasceranno dalla nostra interazione! Siamo sicuri che saremo in grado non solo di riempire quella riga vuota, ma anche di aggiungerne molte altre!
Il team di moderatori è costituito da:
Emanuela Brumana psicopedagogista - IC Donadoni BG calliope85@virgilio.it
Patrizia Giaveri docente - Liceo Artistico BG patrizia.giaveri@tiscali.it 
Patrizia Guariglia docente - IC Battisti Seriate patgu@libero.it
Ti inviamo i file delle regole della nostra mailing list (Netiquette) in 3 formati:
Acrobat (pdf)
Word (doc)
testuale (txt)
In questo modo siamo sicuri che potrai scaricarne almeno una versione!
I prossimi allegati saranno tutti in formato microsoft word XP(.doc), in quanto conterranno a volte anche delle immagini, impossibili da inserire in file di tipo testuale.
Ti preghiamo pertanto di provare subito a scaricare il file allegato in formato word e di segnalarci eventuali problemi di visualizzazione!
In caso ci siano problemi ci rivolgeremo al supporto tecnico per risolverli!!!
Per qualsiasi chiarimento puoi nel frattempo scrivere a uno dei moderatori…
… ma solo dopo aver letto la Netiquette!!!
A presto
Il team di moderatori:
Emanuela Brumana
Patrizia Giaveri
Patrizia Guariglia

# 2

25/02/04 - UNA PRIMA PROPOSTA
Caro collega,
Il tema "identità" è affascinante, ma anche impegnativo da affrontare, abbiamo deciso di proporti in un quadro di Magritte che ci pare adatto per entrare in argomento con alcuni quesiti.

Che pensi della scelta? E dei temi di approfondimento?
Attendiamo un feedback da parte tua!
L'omologazione è più una negazione dell'identità o l’accentuazione di un'identità di gruppo?
L'identità di ciascuno origina o trae origine dall'identità del gruppo?
L'identità personale è determinata più dalle esperienze individuali o dall'appartenenza a un gruppo sia esso una specie, il genere, la famiglia?
Queste sono alcune delle domande che ci ha suscitato il quadro di René Magritte, che s’intitola “Golgonde” (ARS, New York).
Attendiamo un feedback da parte tua!
Saluti dal team di moderatori

  22/03/04
L'omologazione è più una negazione dell'identità.
L'identità di ciascuno è influenzata anche da chi ci sta attorno.
L'identità è determinata particolarmente dalle esperienze personali, e può essere influenzata dall'appartenenza ad un gruppo.
Sterni
  22/03/04
Ciao
*L'omologazione è decisamente la negazione dell'identità.
*L'Identità di ciascuno origina l'identità del gruppo!
*L'identità personale è determinata dalle esperienze individuali.
Sull'identità personale, individuale mi è venuta in mente un'altra immagine, sempre opera di Magritte, dove due visi si guardano o baciano, ed uno è coperto da una tela bianca.
Daniela
  22/03/04
Bando all’omologazione!
Non esiste un gruppo senza individui!
Non esiste identità di gruppo senza identità di soggetti!
Il gruppo non deve “omologare” bensì arricchire.
L’identità di gruppo deve essere somma di identità personali…somma di addendi diversi tra loro e “specifici” nell’identità .
La scuola deve permettere l’espressione di identità specifiche tra loro rispettose e complementari dell’identità di gruppo.
Isidora Piacezzi
  22/03/04
omologazione = negazione identità
Fabiola

# 3

01/03/04 - ... IL SENTIERO DELLA SCUOLA
Caro collega,
è stata davvero emozionante la parte conclusiva dell'intervento di Aldo Gargani al Convegno del 7 Novembre a Bergamo “Interpretare la qualità dell’educazione” del Progetto Quite che cita un brano tratto dal romanzo Correzione di Thomas Bernhard che riguarda il sentiero della scuola percorso da tre personaggi: il narratore, Holer, un imbalsamatore di uccelli e Roy Tamer che apporta la sua ultima correzione che consiste nel suicidio.
Crediamo che l'emozione sia legata al fatto che il periodo della scuola per l'intensità delle esperienze, delle relazioni, delle scoperte,dei sentimenti sia stato cruciale per la costruzione e l'affermazione dell'identità di ciascuno di noi. Questo oltre a far riemergere ricordi, aspettative, ansie e gioie in ognuno, fa riflettere sull'importanza della scuola e deve far riflettere specialmente chi nella scuola svolge il ruolo di insegnante.
Ve lo proponiamo come stimolo per riflettere sul nostro ruolo, sulla nostra identità professionale...

Dissi, rinviando quello che avevo deciso di dire, che il più bel ricordo che io avevo, e che forse anche Holer aveva ancora e che presumibilmente anche Roy Tamer, ormai morto, doveva avere avuto, era il sentiero della scuola percorso insieme.
Su quel sentiero noi avevamo fatto le nostre esperienze più importanti; se pensiamo al sentiero della scuola, che passa attraverso rocce, boschi, davanti alle case dei minatori e poi attraverso il villaggio fino alla scuola, sul quale noi facevamo le nostre osservazioni, di importanza vitale e già formative del nostro futuro nel suo insieme e in realtà già fondamentali, perché tutto quello che oggi noi siamo, vediamo, percepiamo in realtà era già largamente influenzato, se non totalmente determinato dalle nostre esperienze e dalle nostre osservazioni sul sentiero della scuola. Io ribadii questa affermazione davanti a Holer: il sentiero della scuola non era stato un sentiero facile. In primo luogo, infatti, sul sentiero della scuola avevamo avuto paura, perché era estremamente pericoloso e passava unicamente attraverso l’Aurach, attraverso rocce e boschi. Sul sentiero della scuola c’era pericolo ovunque e io, per la maggior parte del tempo, sul sentiero della scuola avevo avuto paura. Io definivo il sentiero della scuola il sentiero della mia vita, perché, per via di tutte le sue caratteristiche, accadimenti, possibilità e impossibilità, esso era in tutto e per tutto paragonabile al sentiero della mia vita e anche il sentiero della vita di Holer.
Anche oggi dobbiamo attraversare un sentiero della vita che è pericoloso, che passa attraverso rocce e boschi e sul quale dobbiamo aver paura per via di tutti i suoi accadimenti, caratteristiche, possibilità o impossibilità. Non c’è nulla nella mia infanzia che non sia collegato con il sentiero della scuola sul quale abbiamo fatto le esperienze che abbiamo poi ripetuto innumerevoli volte in seguito.
Questa paura che noi oggi proviamo l’avevamo provata sul sentiero della scuola, questi piccoli pensieri strettamente imparentati con la paura che anche noi oggi dobbiamo provare, seppure in forma diversa, li avevamo già fatti sul sentiero della scuola. Come il sentiero della vita quello della scuola è stato un sentiero di infinito dolore, ma anche quello di tutte le possibili scoperte, di una felicità sublime tanto che non si può nemmeno mettere in parole.
Io chiesi a Holer se anche lui riusciva a ricordare con altrettanta vivezza le sensazioni, le impressioni, le percezioni, i sentimenti, questi primi fondamentali esperimenti di pensiero, che avevamo fatto sul sentiero della scuola, perché è solo sul sentiero della scuola che è nato il pensiero, che pensiamo oggi.


Riferimenti bibliografici:
 

Culmine poetico-stilistico della produzione di Thomas Bernhard, dopo "Gelo", "Perturbamento" e "La fornace", "Correzione" (1975) è considerata dalla critica l'opera più coerente e più complessa dello scrittore. Il romanzo mette in scena la catastrofe dell'austriaco Roithamer, docente di scienze naturali a Cambridge (e larvata controfigura di Wittgenstein), il quale in anni di febbrili progetti e folle, perfezionistico lavoro, costruisce un'abitazione conica per la sorella -l'unica persona da lui amata- in mezzo a un bosco, "un cono nel quale la sorella dovrà abitare in futuro ed essere felice, essere al colmo della felicità". La gioia non ci sarà……

Thomas Bernhard - Correzione
Prima edizione: 1995 - Supercoralli EINAUDI
pp. 267 - 18,08

  10/03/04
Inviamo un commento di Daniela sulla parte dell'intervento di Aldo Gargani, pensiamo abbia colto un aspetto cruciale del percorso di costruzione dell'identità di ciascuno di noi. Cosa ne dite?
Il percorso verso la scuola è stato, penso per molti, per me senz'altro fondamentale, così sono sicura lo sia anche per i nostri studenti oggi.
Nel percorso si iniziava ad immaginare una nostra presenza nel mondo, e l'immaginazione non aveva confini, come in un grande teatro, e con l'immaginazione iniziava un confronto tra il nostro sé e il mondo esterno, un confronto diretto, senza familiari e senza filtro alcuno.
Ciao a tutti Daniela

# 4

03/03/04 - ATTRAVERSO LO SPECCHIO
Vogliamo attraversare lo specchio e scoprire cosa c’è oltre????
Caro Collega,
sicuramente conosci la storia di Alice …
Qui sotto uno stralcio … leggilo … che cosa ne dici?????

A noi viene in mente Calvino:“Di solito si pensa che l’io sia uno che sta affacciato ai propri occhi come al davanzale d’una finestra e guarda il mondo che si distende in tutta la sua vastità lì davanti a lui. Dunque c’è una finestra che s’affaccia sul mondo. Di là c’è il mondo; e di qua? Sempre il mondo : cosa volete che ci sia?
I. Calvino, Palomar
Ma , che cosa è questo mondo che chiamiamo ‘Io’ ?
Il team dei moderatori

# 5

05/03/04 - FESTA DELLE DONNE
Cari colleghi,
Lunedì prossimo è la Festa delle Donne!
Quale miglior occasione per iniziare a riflettere insieme sull’identità di genere?
Per iniziare vi proponiamo un’altra opera di Magritte (The Lovers I, ARS New York): in questa immagine l’identità di genere in parte è celata in parte no…

Nei prossimi giorni vi invieremo altri spunti interessanti!
Aspettiamo anche vostre proposte da condividere!
A presto
Il team di moderatori

  07/03/04
Cari colleghi,
il quadro di Magritte ha evocato riflessioni inaspettate: ecco cosa ne pensa
Loretta. Voi che ne dite?
“1 donna e 1 uomo? oppure 2 donne? oppure 2 uomini? La parte non celata può ingannare, anzi.... il particolare visibile, ci può indurre a pensare di sapere quello che è celato, senza voler verificare e sorvolando sui dettagli che ci vengono omessi.
La realtà spesso è mistificata, ma non te ne accorgi se non ti fermi a cercare il particolare che devia la ricerca della verità.
Questo è quanto mi è venuto in mente guardando l'opera.
Buona domenica... e facciamo l'8 marzo 365 giorni all'anno... per non subire la parte non svelata.”
Loretta

Aspettiamo altri spunti da socializzare .
Il team dei moderatori
  22/03/04
Certamente i volti coperti ci portano ad immaginare... a me non tanto possibili camuffamenti o diverse identità, piuttosto al fatto che le identità sono celate e con queste le emozioni ed i sentimenti che solo i volti esprimono in modo diretto.
Saluti Daniela
  22/03/04
basta così poco per confondere le identità?
basta un velo per creare mascherare ciò che uno è?
con un velo ci confondiamo tra gli altri!
con un velo ci mascheriamo!
con un velo siamo solo persone!
voi che ne dite?
la mia è chiaramente una provocazione!
Doris
  22/03/04
Avete ricevuto i primi contributi al dibattito sul tema dell’identità?????
Come vedete,grazie alle vostre risposte, il confronto si sta allargando ….
Noi moderatori aspettiamo altri vostri interventi
A presto
Patrizia , Emanuela, Patrizia

# 6

06/03/04 - ANCORA DONNE
Vogliamo passare in modo diverso la festa delle donne?
Ecco il volantino di due proposte interessanti sul territorio bergamasco:

Sabato 6 Marzo ore 21,00
La S. V. è invitata presso il Caffé Letterario via San Bernardino 53 Bergamo - dove si terrà la premiazione del 1° Concorso di Pittura “La Donna vista dalle Donne” per la Festa della Donna - 8 Marzo 2004
Organizzato da: il caffé letterario - nord sud
Con il patrocinio di: Eco di Bergamo, Università degli studi di Bergamo

Informazioni e dettagli: Caffè Letterario - via San Bernardino 53 Bergamo Tel. 035243964 E-mail:ilcaffeletterariobg@libero.it Sito: http://www.ilcaffeletterario.com/
Nel corso della serata saranno poste all’asta le opere delle artiste.
Il ricavato della vendita sarà devoluto all’Associazione NORD SUD per contribuire a finanziare il progetto: “DIAMO VITA ALLA PACE” formazione di 600 Ostetriche in Afghanistan.

Presenta la serata l’attore e regista Oreste Castagna
Accompagna al pianoforte Dario Capelli (del complesso I Chiodi)

Saranno presenti i membri della giuria:
Antonia Finocchiaro giornalista e critica d’Arte
Mirella Sunseri (Galleria d’Arte Moderna di Bergamo)
Stefania Burnelli giornalista
Susanna Pesenti giornalista
Francesco Coter artista

A presto
Il team di moderatori

# 7

08/03/04 - DONNE
" ... di tutto ciò che ha vita e ragione noi donne siamo le creature più infelici, che in primo luogo dobbiamo comprarci , con una ingente somma di denaro, un marito e un padrone del nostro corpo. Questo male è un male più doloroso di ogni altro male"
cfr Euripide, Medea vv 228-234

"La protagonista della tragedia di Euripide è l'immagine femminile che si contrappone al modello maschilista greco.Il discorso che la protagonista pronuncia nel primo episodio costituisce la testimonianza dell'attenzione che il drammaturgo riserva alla condizione femminile...
...Medea porta fino alle estreme conseguenze il diritto della donna ad una individualità autonoma, ma nel farlo arriva a compiere un delitto contro natura, la cui inevitabile conseguenza è la solitudine"
cfr Laura Suardi, Euripide e Lisia, Principato

Le contraddizioni della figura di Medea sono riconducibili alla sua identità di personaggio tragico... ma le parole con cui si rivolge al Coro, composto di donne di Corinto, sono chiare e forti: sono una denuncia dell'infelice condizione della donna in un sistema androcratico come quello greco.
In quante parti del mondo, oggi, da quelle sorprendentemente vicine a quelle più distanti come spazio e come cultura le parole di Medea sono ancora attuali !!

A presto,
il team Moderatori

# 8

15/03/04 - identità dell'universo
Cari colleghi,
a proposito d’identità... a voi non capita di porvi ogni tanto questa domanda:
“Ma chi sono io? Che parte sono dell’universo?  Cosa rappresento?”
 … mille e più risposte riusciamo a trovare ogni volta che ci interroghiamo…a volte anche diverse a seconda di come ci sentiamo…
dopo che ho letto il brano che vi allego, mi sono un po’ tranquillizzata, la “scienza” mi ha dato una risposta non banale e scontata, ma molto intrigante:
“L'universo è come un tutt'uno, ed ogni parte contiene ed è tutto l'universo”
Si, secondo il fisico David Bohm l'universo è come un gigantesco ologramma.
Secondo Pribram (1978), invece
“In un ologramma non c'è un io opposto a qualcosa altro... noi abbiamo in noi stessi la rappresentazione del tutto…”
Dice ancora Bohm
“Se l'universo funziona come un tutt'uno è semplicemente perché è l'espressione di un unico Essere: l'Infinito. Quando sogniamo, anche se nel sogno possiamo vedere tanti luoghi come separati da noi, un mondo interno e uno esterno, di fatto tutto questo "universo" del sogno è contenuto nella nostra stessa mente, è un tutt'uno perché è frutto della nostra natura, è una manifestazione di noi stessi. Quel che riteniamo fuori e dentro nel sogno è in realtà la stessa cosa.”
“Essendo ogni parte dell'universo, e quindi anche noi esseri umani e il nostro corpo, non "parte" dell'Infinito ma l'Infinito nella sua interezza, è chiaro che ogni parte contiene tutto l'universo, ma ancor di più: contiene ed è tutto l'Infinito!”
Leggete anche voi l’articolo allegato pubblicato in rete per gentile concessione della redazione della Rivista “Extraterrestre”….e fatemi sapere cosa ne pensate!!!!
Saluti dal team di moderatori!

# 9

24/03/04 - BUSSOLA
IDENTITà, QUALE IDENTITà???
Una mappa (in allegato) per non perdere la bussola… ma che casino, mi ci sono già persa!!! E voi????
Vi ci ritrovate????
E se non vi ritrovate … Dove siete??? Come siete???
Nella mappa ci sono alcuni spazi vuoti… pensateci un po’ voi…
Ciao a tutti Patrizia
  26/03/04
HO COMPLETATO, SENZA PERDERMI, LA MAPPA!
Mi piace l'immagine (la mia identità la legge così) del concetto di IDENTITà come SOLE che sprigiona raggi di sé in modalità e contenuti diversi
ciao Isidora o Doris... due nomi per un un'unica identità!
  27/03/04
Credo che l'identità tragga alimento dagli aspetti rappresentati nella mappa e da altri ancora che ciascuno di noi potrebbe individuare, certo in grado diverso e con diversa intensità, ma che insieme contribuiscono a fare di ciascuno quello che è ... o appare? o sembra essere? o pensa di essere?
Non so. Penso però che il giusto equilibrio tra i vari elementi sia un'alchimia molto individuale, nel senso di propria di ciascun individuo, e difficilmente riducibile in una mappa - se non per estreme semplificazioni.
A presto
Gabriella

# 10

  28/03/04 - UNA PRIMA RISPOSTA E... LE ALTRE
Carissime
intervengo telegraficamente, anche se un po' in ritardo ...

L'omologazione è più una negazione dell'identità o l'accentuazione di un'identità di gruppo?
L'omologazione è identità sospesa …

L'identità di ciascuno origina o trae origine dall'identità del gruppo?
È, per me, la stessa cosa: è condizione sine qua non …

L'identità personale è determinata più dalle esperienze individuali o dall'appartenenza a un gruppo sia esso una specie, il genere, la famiglia?
Da entrambe anche se l'incidenza può essere diversa …

Perché è solo sul sentiero della scuola che è nato il pensiero, che pensiamo oggi.
Che dire ... sembra persino banale, ma penso sia proprio così, anche se qualcuno potrebbe obiettare che la vita è una strada ben più lunga e ampia di quel sentiero, ma almeno per me, tutto è cominciato lì.

La prima cosa che fece fu di guardare se ci fosse il fuoco nel caminetto, e fu tanto contenta di vedere che ce n'era uno vero, pieno di fiamme vive, come quello che aveva lasciato nel salotto.
Fuori io credo ci sia quello che ognuno ha dentro (nel senso dell'approccio al mondo e alle cose...) per fortuna o purtroppo, almeno dal punto di vista soggettivo, dell'emozione, della curiosità, della fiducia ...

A presto
Gabriella

#

Nell'intrecciarsi di spunti di riflessione, interventi e fatti di ogni giorno... quale identità ho oggi?
Oltre il sentiero della scuola molta strada ho percorso, eppure a volte vorrei provare ad essere di nuovo là ... si potrebbe di nuovo attraversare lo specchio?
Non sarebbe lo stesso, o forse... certo la teoria dell'ologramma è affascinante ed offre possibilità incredibili. Spiega anche quelle che noi chiamiamo coincidenze? ...
- dieci giorni fa mia figlia si è laureata con una tesi su "Gli antipodi vittoriani in Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll" ...
- mio figlio è un appassionato estimatore della serie x-files
- SOLARIS libro (Lem, 1961) e film (Tarkovskij, 1971) cult per mio marito

quindi arrivavano i vostri spunti di riflessione mentre Alice se ne andava agli antipodi,
Mulder e Scully cercavano spiegazioni per strani fenomeni legati a spazio - tempo
ed il grande oceano di Solaris materializzava la memoria e l'inconscio umano....
Gabriella-harey

# 11

28/03/04 - ANCORA ALICE
Carissimi,
... è curioso vedere come alcune cose assumano un valore diverso quando si rivedono da ‘grandi’…
Pensate alle piazze, come sembravano grandi…
Ad alcuni luoghi, come sembravano inquietanti …
Anche alcuni libri, riletti con il senno di poi, acquistano nuovi significati: sembra proprio il caso di un libro per l’infanzia, "Alice nel paese delle meraviglie", che, a quanto pare, sta diventando un appuntamento ricorrente nelle nostre conversazioni.
Gabriella ha raccolto e rilanciato lo spunto, quindi non mi faccio pregare, e vi invio un nuovo stralcio…
Leggete qui sotto e fatemi sapere …
Buona lettura!!!!
Patrizia

ALICE E IL BRUCO
Per qualche istante il Bruco ed Alice si guardarono in silenzio. Infine il Bruco si tolse di bocca la pipa e, con voce languida ed assonnata, chiese: “E tu chi sei?”
Questa non era certamente la maniera più incoraggiante per iniziare una conversazione. Alice rispose con voce timida: “Io… io non lo so, per il momento, signore… al massimo potrei dire chi ero quando mi sono alzata stamattina, ma da allora ci sono stati parecchi cambiamenti”.
“Che vuoi dire?” disse il Bruco, severo. “Spiegati!”
“Mi dispiace, signore, ma non posso spiegarmi” disse Alice “perché io non sono più io; capisce? “
“No” disse il Bruco.
“Mi dispiace di non sapermi esprimere più chiaramente” riprese Alice con molta gentilezza “ma non ci capisco niente neppure io. Aver cambiato statura tante volte in un sol giorno è una cosa che confonde parecchio, mi creda“


LEWIS CARROL, Alice nel paese delle meraviglie

SPECIALE

ARGOMENTO/RIFERIMENTO
Cari iscritti alle mailing list di NAPOAnet, le mailing list di NAPOAnet hanno ormai un mese di vita!
Dopo una prima fase di rodaggio, i team di moderatori hanno avuto la possibilità di partecipare a un importante evento formativo per riflettere sul percorso avviato e riprogettarlo, con l’intento di sviluppare al meglio gli spunti emersi dal lavoro con i partecipanti.
In due giorni di lavoro i moderatori si sono confrontati con gli esperti del Progetto Napoa2.
Se vuoi sapere chi sono gli esperti e i moderatori di NAPOAnet apri l’allegato che ti inviamo!

Comunicare via mail si sta rivelando stimolante, nonostante gli scambi avvengano sempre a “volto coperto”: per questo vi alleghiamo una foto del gruppo di esperti e moderatori in una pausa del corso!

Abbiamo parlato delle nostre esperienze, ma soprattutto delle modalità comunicative adottate e di come renderle più efficaci utilizzando strategie per migliorare lo scambio comunicativo in rete.
Quando abbiamo incominciato a sviluppare NAPOAnet abbiamo pensato a un gruppo di persone che cercavano e riflettevano su alcuni temi e poi inviavano la loro ricerca ad altri.
Gli scambi e i discorsi di questi ultimi tempi ci hanno convinto che NAPOAnet potrebbe diventare uno spazio di confronto più interattivo, un punto di riferimento, di comunicazione e di invenzione che usa i nuovi ambienti di apprendimento.

Vuoi collaborare con noi? Hai qualche idea da suggerirci?
Vuoi invitare qualche tuo amico o collega a partecipare?
Per questo ti inviamo il “volantino” in cui troverai le modalità di iscrizione per i tuoi amici!

Stiamo anche pensando di “trasformare” NAPOAnet in uno spazio di formazione on-line. Chi vuole “lavorare” con noi, collaborando con le sue idee, i suoi commenti, le sue risposte, potrà vedere la sua attività riconosciuta anche ufficialmente come formazione in servizio, con un attestato!
Magari è una buona opportunità per imparare a sfruttare meglio il web!
Ti faremo sapere presto come!
Tra pochi giorni il sito di NAPOA 2 sarà on line! Ti invieremo l’indirizzo così potrai anche navigare nella sezione dedicata a NAPOAnet!
Un saluto da
Patrizia Giaveri
“moderatrice… dei moderatori”

# 12

01/04/04 - MA CHI è?
A proposito di identità, che ne pensate di questa immagine?

Il fatto è che non conosciamo l'identità dell'autore, qualcuno mi può aiutare???
Confido nella vostra ricerca!!
A presto
Emanuela

# 13

05/04/04 - GIOCHI DI RUOLO
"Sappiamo ciò che siamo ma non quel che potremmo essere"
(W. Shakespeare, Amleto, IV,5)

Cari Colleghi,
sappiamo veramente ciò che siamo???
Oppure sappiamo solamente ciò che crediamo di essere???
E, se vogliamo essere qualcosa di diverso da quello che pensiamo di essere, cosa ne dite dei giochi di ruolo?
Ho curiosato un po’ in un sito dedicato, www.mclink.it/com/agonistika/giochidiruolo/ e, tra l’altro, vi ho trovato la frase citata in apertura oltre ad un articolo che vi propongo qui sotto …
Se vi incuriosisce l’argomento, provate a leggere e/o a navigare il sito; mi piacerebbe sapere cosa ne pensate …
Comunque non arrovellatevi troppo, perché sono oramai in vista le agognate vacanze ed anche le nostre meningi hanno bisogno di un po’ di riposo!!!
Buone vacanze a tutti!
Patrizia

Luca Giuliano
I padroni della menzogna
Il gioco delle identità e dei mondi virtuali
Collana: Gli Argonauti, Meltemi Editore, Roma 1997

Perché i giovani sono così affascinati dalle comunità virtuali operanti su Internet? A quali mutazioni faranno capo i giochi di ruolo e le identità molteplici che essi offrono? E’ forse l’annuncio di un’apocalisse culturale che vede affermarsi il predominio dell’illusione sulla realtà?
Questo libro non è una concessione ai profeti dell’immateriale, ma un’analisi del bisogno di ogni uomo di fingere di essere un altro, in un altro tempo, in un altro luogo. In una eterna arte della menzogna, esercitata per gioco, antica quanto l’umanità. Insieme ad un’indagine documentatissima, l’autore offre al lettore un vero e proprio gioco di ruolo da sperimentare direttamente.
Clicca qui per l'indice del libro...

# 14

09/04/04 - UOVA DI PASQUA
Non sempre lo scambio fra identità culturali differenti è difficile…
Leggete in allegato l’iter interculturale che l’uovo di Pasqua ha percorso nella sua storia!
Auguri di Buona Pasqua a tutti gli iscritti!
Patrizia, Emanuela e Patrizia

# 15

14/04/04 - IDENTITà E FRATTALI
Cari iscritti…
vi ricordate quando abbiamo parlato di identità dell’Universo?
Ritorniamo ora sull’argomento andando ad esplorare l’affascinante mondo dei frattali…
Ecco solo alcuni dei numerosi spunti che ci offre il sito http://www.webfract.it/
Vi consiglio di consultarlo se volete saperne di più!
Per migliaia di anni il bisogno di chiarezza e di ordine ha portato a trascurare alcuni aspetti della realtà per concentrarsi su modelli astratti e semplificati:
... il libro della natura è scritto in lingua matematica ed i suoi caratteri sono triangoli, cerchi ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto...
Galileo Galilei "Il Saggiatore"
Così.... i cerchi sono tondi, le linee dritte, la notte segue il giorno e... il quadrato costruito sull'ipotenusa ha l'area uguale alla somma delle aree costruite sui cateti.
In realtà, qual è la forma di un sasso, o di una nuvola, o di una montagna?
Cosa hanno in comune la distribuzione delle galassie? E la struttura dei polmoni? E le statistiche di certi fenomeni naturali?

Mi chiedo a questo punto: qual è la loro identità?
Il ripetersi di certe strutture all’infinito identifica meglio gli oggetti della natura?

... Perchè la geometria viene spesso definita fredda e arida? Uno dei motivi è la sua incapacità di descrivere la forma di una nuvola, di una montagna, di una linea costiera, di un albero. Osservando la natura vediamo che le montagne non sono dei coni, le nuvole non sono delle sfere, le coste non sono cerchi, ma sono degli oggetti geometricamente molto complessi...
Benoit Mandelbrot "Gli oggetti frattali"

Proviamo a rispondere insieme a queste domande osservando le immagini di frattali qui sotto! Nei hai altre da inviare?

A presto
Patrizia

#

15/04/04
Sembra curioso ma ho ricevuto 4 volte il vostro messaggio fra le h.16.29 e le h.19.24.
C'è un motivo che mi sfugge?
Mi è stato rimosso l'accesso all'immagine dell'allegato.
Grazie Loretta
  15/04/04
Cari iscritti,
ringrazio Loretta per la tempestività con cui ci ha segnalato il problema degli invii multipli e dell’allegato.
Io vi ho inviato una sola mail ma da alcuni giorni i server di posta sono un po’ bizzarri e combinano alcuni guai, tra cui appunto inviare più volte un messaggio! Speriamo che sia solo un problema temporaneo, anche perché non vogliamo “intasare” le vostre caselle di posta con inutili doppioni!
Per quanto riguarda l’allegato è a dire il vero comparso da solo e comunque non contiene nulla! Io vi avevo inviato solo l’allegato immagini frattali!!!!
Scherzi del web!!!
… a proposito, alcuni dei prossimi invii saranno proprio sull’identità nel web!!!
A presto
Patrizia

# 16

18/04/04 - IDENTITà WEB
Cari iscritti,
da un paio di mesi facciamo parte di questa mailing list tematica sull’identità.
Facciamo tutti parte anche di una comunità virtuale molto più ampia: come e quanto l'avvento di Internet e della Rete ha modificato la nostra identità?
A tal proposito Gabriella Pravettoni ci fornisce risposte e spunti molto interessanti nel libro di cui vi alleghiamo la scheda bibliografica.
Ma tu, navigando in rete, ti senti riconoscere o derubare la tua identità? E i tuoi alunni cosa ne pensano?
A presto
Patrizia

# 17

18/04/04 - MENECMI
GIOCHI DI RUOLO, SCAMBI DI IDENTITÀ …
Qual è il luogo privilegiato in cui questo gioco la fa da padrone?!?!
Nel teatro la persona diventa personaggio e il pubblico è coinvolto, preda consenziente, in questo gioco.
Nella commedia in scena in questi giorni al Donizetti il gioco si spinge ancora più in là: anche i personaggi sulla scena si scambiano d’identità…
La storia narra di un padre di due gemelli, convinto che dei due sia sopravvissuto solo un figlio, battezzato con lo stesso nome del fratello presunto morto. In realtà entrambi i figli crescono, conducendo vite parallele e con esiti diversi, fino a quando le loro strade si incontrano nella stessa città.
Ne nasce una commedia degli equivoci in cui, pare, che il protagonista, il grande Tato Russo, faccia scintille.
Chi fosse interessato può visitare il sito del teatro Donizetti:
http://teatro.gaetano-donizetti.com/
In un momento in cui i pensieri sono grevi come macigni per ciò che sta succedendo lontano, ma così vicino a noi, è difficile fare discorsi che appaiono leggeri, ma, forse, sono queste piccole, grandi occasioni di svago, che ci permettano di continuare a sperare….
Ad majora
Patrizia

MENECMI - I gemelli napoletani
di Plauto
con Tato Russo, Rino di Martino e Clelia Rondinella
regia di Livio Galeassi
Politeama Mancini
La divertente commedia di Plauto, scritta dall'autore latino nel 206 a.c. (titolo originale è "I menecmi") rivive nella versione partenopea di Tato Russo. La storia, ambientata a Napoli, racconta di due gemelli che, dopo una lunga separazione, si ritrovano a vivere nella stessa città, creando così una catena inarrestabile di equivoci. Il libero adattamento dello spettacolo di Tato Russo, arrivato a oltre 600 repliche, esalta il testo plautino e il suo linguaggio pronto a strappare la risata.

# 18

25/04/04 - UN VIAGGIO NEL WEB
Cari iscritti,
e se facessimo tutti un viaggio insieme nella rete?
Proviamo a seguire il diario di bordo suggeritoci da Anna Fata! Ve lo inviamo in allegato ed è stato tratto da http://www.pro.dica33.it/
Che bello scoprire che per fare questo viaggio non c’è bisogno di prenotare, di fare le valige e neanche di mettersi d’accordo preventivamente con i compagni di avventura!
Chissà, magari prima o poi ci incontriamo!!!
Ciao a tutti
Patrizia

# 19

29/04/04 - FURTO D'IDENTITà
Cari iscritti,
guardate che cosa ho trovato in uno dei miei viaggi nella Rete: aprite l’allegato!
A me non è mai capitato che qualcuno mi abbia rubato l’identità in rete, anche se quando entro in alcuni siti protetti e devo utilizzare codici personali riservati ho un po’ di paura….a voi è mai successo? E’ mai capitato a qualche vostro amico? Qual è stato il rimedio?
A presto
Patrizia
  29/04/04
Ciao compagne di identità,
non so se ci si possa fidare nel fornire dati personali a siti che offrono gratuitamente interessanti prestazioni o servizi. Ecco dov'era l'inghippo!!! Mi sono sempre chiesta come mai arrivassero offerte gratuite di ogni tipo. ...
Io, per ora, mi limito a non usare la carta di credito per acquisti on line; sono più sicure le carte prepagate che alcuni istituti di credito mettono in circolo. In pratica se viene catturato il codice della carta... avendo una disponibilità limitata, (come per esempio le carte telefoniche) non va ad intaccare il conto di riferimento.
Ciao a tutti
Loretta
  02/05/04
Condivido in pieno Loretta! OK!
Nadia

# 20

02/05/04 - CAMUFFAMENTO D'IDENTITà IN RETE
Cari iscritti,
il mio viaggio in rete questa volta ha avuto come meta un documento interessante che ci spiega come non farci derubare della nostra identità in rete: ve lo allego! E’ tratto dal sito www.cert.garr.it/alerts/msg00135.html
Certo che effettivamente corriamo molti pericoli in questi viaggi in rete…
Forse incomincio a pensare che preferisco rimettermi nel traffico, aspettare ore ed ore in coda, aspettare ore ed ore voli in ritardo, perdere il biglietto del treno o sbagliare a prenotare biglietti aerei, farmi derubare del marsupio che conteneva tutti i miei averi (a parte il cellulare con cui son riuscita a chiamare almeno la banca per bloccare la carta di credito… e per questo credo che accoglierò il suggerimento di Loretta di dotarmi di una carta di credito prepagata…)….
Boh! Sono un po’ confusa…non so cosa scegliere!!! La realtà virtuale ha il suo fascino, ma anche il mondo che ci circonda ne ha tanto!!! Ed entrambe sono in continua evoluzione!!!
E voi cosa preferite? Preferite rischiare di perdere l’identità in un viaggio virtuale o in uno reale?
A presto
Patrizia
  04/05/04
Cara Patrizia è sicuramente meglio non cercare di perdere identità, sia reali che virtuali!. Ma in fondo quale è la nostra vera identità? Gli averi, i soldi, una rubrica, un documento? Ma che cosa mi fa riconoscere a me stesso e agli altri? Cosa "compone e definisce la mia identità"?
E poi: possiedo una o più identità, volti, voci, aspetti della mia persona che presento agli altri a seconda del ruolo che ricopro o che mi obbligano a presentare? Certo gli interrogativi che si presentano sono tanti! Nei vari nostri e-mail sta per affiorare qualcosa di interessante! E bravi colleghi filosofi!!
Nadia
  04/05/04
Cara Patrizia, cara Nadia
Non sono un filosofo, ma penso che la nostra vera identità corrisponda a quella parte di noi che, costruita attraverso anni di studi ed esperienze di vita, non può esserci sottratta in nessun modo. Non degli averi o un documento che possono esserci facilmente sottratti o andare persi.
Questa nostra identità la nascondiamo dietro facciate diverse a seconda delle situazioni, ma sarebbe grave pensare che, oltre all'apparenza, cambi anche la sostanza!
La mia domanda, invece è un'altra: l'omologazione al pensiero e/o al comportamento della massa fa perdere a ciascuno la propria identità?
Valentina

# 21

05/05/04 - AGGUATI IN RETE
Carissimi,
Siete riusciti a sfuggire agli attacchi di SASSER ???
Mentre nella nostra lista si parlava di identità (rubata, indovinata, omologata…), un’altra, misteriosa,identità stava in agguato !!!
Secondo le informazioni che si trovano in rete:
“Il virus non danneggia alcunché, non cancella la memoria del pc, non permette l'accesso ad estranei al proprio computer. Niente di niente. È lontanissimo dalle tecniche di hacking tradizionali che di solito hanno uno scopo ben preciso: rubare dati, permettere accesso a macchine e reti protette, sfruttare risorse di sistema e networking per scopi illeciti all'insaputa degli amministratori. A Sasser (e a chi lo ha scritto) tutto questo non interessa.
"Sasser" fa una cosa sola ma la fa benissimo: si propaga in rete alla velocità della luce sfruttando una falla di Windows 2000, Windows Xp e Windows server 2003. Senza mail, senza interazione alcune dell'utente, senza niente di niente: è invisibile. Basta navigare in rete per una decina di minuti e se il pc non è aggiornato si è infettati. La questione è più seria di quanto possa sembrare: è vero, il "worm" non ha cattive intenzioni, si propaga e basta. Ma per farlo manda in "crash" le macchine su cui si trova e provoca danni economici ingenti a banche, aziende e istituzioni che devono eliminarlo. Il virus non danneggia alcunché, non cancella la memoria del pc, non permette l'accesso ad estranei al proprio computer. Niente di niente. È lontanissimo dalle tecniche di hacking tradizionali che di solito hanno uno scopo ben preciso: rubare dati, permettere accesso a macchine e reti protette, sfruttare risorse di sistema e networking per scopi illeciti all'insaputa degli amministratori. A Sasser (e a chi lo ha scritto) tutto questo non interessa.”
… e , ogni volta che si diffondono notizie di questo tipo, vengono risvegliati atavici fantasmi ,la paura del contagio, anche se è solo virtuale, dilaga …
Ma un tempo non bastava un’aspirina ????
bye
Patrizia
  05/05/04
Carissimi: brutta bestia la paura!!! E come tiene "chiuse" le persone al contatto ... resistere resistere resistere!
Nadia
  06/05/04
Qual è l'identità della paura?
è quella di non averne nessuna, ma di averne infinite, visto che vive dell'identità dei soggetti di cui si impadronisce
la paura vive di noi... diventa reale se glielo permettiamo, visto che l'oggettività a cose, persone emozioni viene sempre attribuita da me e solo da me!
la mia identità è mia!
ciao Doris
  06/05/04
Carissimi,
No, non è mai bastata un'aspirina...
Il virus propagato dalla rete è (ameno per la sottoscritta, digiuna di linguaggi di programmazione) un'identità oscura e terribile, come lo era la peste ne "secoli oscuri". Già mi vedo il PC saccheggiato; segreti, passatempi e ahimè anche informazioni bancarie svelati a tutti; mi sento spiata. E allora, per mantenere integra e inviolabile la mia identità ho eretto molteplici cerchi di mura attorno al mio computer: un doppio firewall, un buon antivirus, due anti-dialer, uno spy sweeper...
Il risultato? Nessun attacco da virus, neanche Sasser, ma... persino io ho difficoltà ad accedere alla mia identità! Non è quasi come se me l'avessero rubata ugualmente?
Ciao
Valentina
  06/05/04
Se non ho capito male il virus colpisce solo i pc che girano con W2000; xp e server 2003.
Allora se ho la versione Windows 98 non sono un "bocconcino appetibile" per il Sasser?
In ogni caso .... che rischio!!!
Ciao Loretta
  06/05/04
Cara Loretta,
a quanto pare mai come in questo caso vale il vecchio adagio:” “ chi lascia la via vecchia per la nuova…”
…e i vecchi sistemi , ancora una volta, sembrano i più sicuri !
Sembrano … o lo sono ???
Boh, speriamo in bene !!!!
A presto,
Patrizia

# 22

07/05/04 - FACCIAMO LA CARTA D'IDENTITà
Sapevate che nella home page del Ministero dell'Istruzione si trovano 2 progetti multimediali per bambini che vogliono imparare usare il pc: Il DIVERTI PC.
cliccando su dettagli si apre la scheda informativa, poi cliccando nell'icona si apre un programma divertente: è un gioco guidato per costruire la carta d'identità.
Provate... è divertente... e non solo quello!!
Ciao Loretta
  08/05/04
Cari iscritti,
proprio simpatica la costruzione della carta d’identità per i bambini che ci hai segnalato Loretta… quasi quasi me la faccio anch’io… nell’attesa che ci costruiscano la carta d’identità elettronica!!!
Qui sotto il link diretto alla pagina:
http://www.lombardia-pmi.it/index.cfm?page=page.cfm&arg=1000
sulla carta d’identità elettronica…
Così bella quella tradizionale!!! Sarà anche utile e sicura… ma così la confonderò con patente, bancomat, carta di credito e tessere del supermercato…!
Saluti a tutti
Patrizia

# 23

07/05/04 - NUOVA SEGNALAZIONE
Cari Iscritti,
Visto che siamo in vena di segnalazioni, forse a qualcuno può interessare questa iniziativa del Ministero (vedi allegato)
A quanto pare il tema dell’identità risuona di qua e di là in tutta la rete, (virus permettendo!!!)
… non sarà questa la vera globalità?
Intanto che ci pensate,
Buon week end a tutti !
Patrizia

# 24

10/05/04 SEI OTTIMISTA?
Cari iscritti,
cosa ne dite di mettere nella nostra carta d’identità qualcosa di … personale ?!?!
Infatti, ora che si avvicina l’estate ( ! ), quanti di noi si ritroveranno a fare sotto l’ombrellone quei tests di “psicologia”, proposti dai rotocalchi, che dovrebbero permetterci di scoprire qualcosa in più del nostro carattere e della nostra personalità ???
Per ora, mentre vediamo profilarsi ancora lontano all’orizzonte l’ombrellone, sostituito giocoforza dal ben più triste ombrello, cerchiamo di scoprire se, nonostante tutto, siamo ancora tanto o poco ottimisti. Per farlo, con un approccio che mi sembra abbastanza sensato e significativo.
Vuoi vedere che, nonostante tutto, siamo degli inguaribili ottimisti e che ci vuole altro che il brutto tempo o un virus più o meno virtuale per rovinarci la giornata !!!!
E allora, per dirla con Nadia: resistere, resistere, resistere … ma con una buona dose di ottimismo !!!!
Ciao
Patrizia
P.S. : si sconsiglia la somministrazione del test dopo una dura e interminabile giornata di lavoro, ci potrebbero essere controindicazioni…
  11/05/04
Cari colleghi,
… nessuno è risultato ottimista, oppure siamo tutti “stesi “???
certo che in questo periodo… anneghiamo anche senza andare al mare …
comunque,
CORAGGIO!!!!
Oramai si vede la fine e, con l’allentarsi della frenesia dei nostri impegni, forse ci sarà più tempo, e voglia, di ‘ciacolare’, anche in rete …
Intanto sto preparando un altro test, ma, questa volta, di intelligenza: riscaldate le meningi !!!!
a presto,
Patrizia
  12/05/04
Cara Patrizia,
dal test risulterei ottimista, ma soprattutto dopo il Collegio docenti di ieri vedo il mio futuro, almeno quello professionale, piuttosto tendente al nero... più classi, più incombenze (vedi portfolio) e sempre minore considerazione. Possibile che una riforma scolastica riesca a cambiare l'atteggiamento verso la vita di una persona???
A presto
Valentina
  12/05/04
Cara Valentina,
non sai come ti capisco: anche io ieri sera ero reduce da un Collegio dei Docenti unitario …
Tuttavia, al di là del test, io mi sento un’inguaribile ottimista, nel senso indicato nel consiglio conclusivo: ognuno di noi deve imparare ad “…utilizzare il proprio pensiero …”, non in una presunzione di onnipotenza, ma nel senso indicato appena l’altra sera da Cerioli , che in una situazione un po’ teatral-minimalista, in quel di Ponteranica suggestionava gli astanti con l’idea della “PENSABILITA’”.
Vuoi vedere che è proprio questa la chiave : trovare degli spazi di “Pensabilità” all’interno del nostro agire quotidiano ?!?!?
Chissà quante altre cose abbiamo da dirci in merito …anche solo per sfogarci un po’…
A presto
Patrizia
  13/05/04
Ciao a tutti,
Io vedo il futuro, anche lavorativo, come una partita da giocare e ogni giocatore ha ruolo e obiettivi sul campo di gioco...
certo si gioca in più d'uno...
ma è proprio qui il bello della sfida.
Ciao
Eleonora

# 25

13/05/04 - TEST D'INTELLIGENZA
Carissimi,
anche voi, come Eleonora, pensate che il futuro sia una partita ?!?!
Allora … quando il gioco si fa duro … i duri cominciano a giocare …
Guardate un po’ il
test di intelligenza che vi allego: se avete voglia ( e tempo ) di giocare un po’ , vuoi vedere che alla fine risulteremo tutti non solo tutti ottimisti, ma, soprattutto … ottimisti intelligenti …
Fatemi sapere…
Patrizia
  16/05/04
Non mi sembra carino mettere dei test così subdoli: ci sono cascata, volendo fare in fretta...
Beh, per una serata più "costruttiva", eccovi un altro
test.... molto tibetano e, quindi, rilassante.
Saluti a tutti da Loretta
  16/05/04
Il test tibetano è molto... promettente...
Speriamo bene.
Nel frattempo mi attivo a seguire le istruzioni, poi si vedrà.
Il test di intelligenza mi ha fatto capire che, per quanto sia ottimista (test precedente) non sono intelligente o, almeno (mi concedo un'altra possibilità), non sufficientemente veloce (ne ho azzeccate solo 2: il calcolo e il nome del figlio mancante.
Buona settimana
Eleonora

# 26

16/05/04 - IDENTITà PROFESSIONALE
Carissimi,
Dopo aver giocato un po’ mi piace riprendere l’ input di Valentina che nel suo messaggio diceva :
“Possibile che una riforma scolastica riesca a cambiare l'atteggiamento verso la vita di una persona???”
Ho già parlato del punto di vista di Cerioli, ma, nelle mie letture, ho trovato riscontri significativi anche nei testi di Trentini: vi propongo, in allegato, quindi una sintesi di un capitolo del libro “L’intervista nei contesti sociali” , che ho integrato con riflessioni personali e liberi riferimenti anche al “Palomar” di Calvino …
Non so se quanto esposto sia condivisibile, tuttavia, mi pare rappresenti bene il momento di passaggio che stiamo attraversando, lasciandoci intravedere, comunque esiti positivi …
Basta, cambiare il punto di vista: in tal modo forse riusciremo a ricostruire la nostra identità professionale che, in questo momento, purtroppo, ci appare così traballante …
Certo è che, a volte, mi sento solidale con il Palomar dell’ultima citazione …
A presto,
Patrizia

# 27

18/05/04 - ANCORA INTORNO AL GIOCO
Carissimi,
vi allego un brano tratto da un testo su Gregory Bateson, che mi ha particolarmente colpito perché, in modo quasi ologrammatico, riprende e rispecchia molti degli aspetti toccati nel nostro percorso (la vita, il gioco, le regole del gioco,…) in un contesto che in un modo molto singolare assomiglia al nostro: nell’ambito dialogico di una conversazione.
Antropologo, biologo di formazione, noto anche per essere uno dei fondatori della cibernetica, Gregory si servì più volte di un tipo di dialogo da lui ideato, fra un “ Padre"” e una “ Figlia” immaginari: in bocca a questa metteva l’eterna domanda: “ Papà, perché …?”
Ho riportato una parte di metalogo, commentata da Rocco de Biasi, nella quale, in particolare, mi ha colpito la chiusura:
“se tutti e due parlassimo sempre in modo coerente, non faremmo alcun progresso“
Questo principalmente mi assolve da strafalcioni o incongruenze (magari da penna rossa!!!), ma soprattutto apre spiragli di luce in un momento in cui, forse, il gioco è fermo e si sta discutendo delle regole, per ricominciare poi la partita, a Settembre, con nuove regole…
Cosa ne pensate???
A presto
Patrizia
P.S. Spero di non essere stata troppo “contorta”…

# 28

24/05/04 - IDENTITà DELL'UOMO
Cari colleghi,
parlando di identità, mi è parso sostanziale capire qual è l'idea di fanciullo che emerge dai documenti della Riforma... ho stralciato nel documento allegato dalle Raccomandazioni i passi che mi sono sembrati più significativi (il grassetto è mio!!!)
Spero che questo piccolo spunto possa contribuire alla riflessione che in questo momento va articolandosi all’interno delle nostre scuole, anche ai fini della ridefinizione dei percorsi educativi e delle modalità di valutazione (portfolio)
(OPS : STO PARLANDO PROPRIO DA MAESTRA !!!)
a presto
Patrizia
  29/05/04
Cara Patrizia, cari colleghi
... ma dobbiamo valorizzare le differenze oppure giustificare il "non-apprendimento"? La riflessione nasce spontanea da una battagliata seduta di prescrutinio di ieri. Mi spiego: l'allievo che ha propensione per le materie "pratiche" ma non ha interesse per quelle "teoriche" (perciò non le studia), un domani che portfolio avrà? Allo scopo di valorizzarlo dovremo scrivere che per lui basta saper leggere, scrivere (Lingua 1), far uso della calcolatrice (matematica), sapere che vive in Italia (geografia) nel 2004 d.C. (storia), che fa parte della specie Homo sapiens (scienze) e che i Francesi hanno la "r moscia" (Lingua 2)?
A parte il paradosso, ho l'impressione che sotto questo "valorizzare le differenze" si nasconda uno svilimento dell'identità culturale del nostro Paese, un impoverimento che rischierà di creare per il futuro dei cittadini poco riflessivi e critici.
Esagero?
Ciao a tutti
Valentina
  29/05/04
Ciao,
mentre, accanto al lavoro di scuola con i bimbi e le bimbe seguo degli adulti in un momento di formazione e mi confronto con le loro differenze di affetti, emozioni, conoscenze ed esperienze, mi sorprende il parallelo tra la valorizzazione delle differenze e la giustificazione del non apprendimento.
Sono affascinata dalle diversità; profondamente consapevole che ciascuno di noi è diverso dall'altro non posso pensare a questo se non in termini di ricchezza.
Non riesco ad immaginare una normalità astratta e predefinita, positiva e "buona" per tutti e per tutte le occasioni.
Il problema è non tradurre la massima valorizzazione delle capacità personali in livelli di apprendimento modesti per aver sottostimato le capacità personali degli studenti.
La responsabilità dei docenti, delle istituzioni scolastiche, delle famiglie è veramente importante.
E mi viene una domanda: quali spazi, quali tempi per il confronto, la progettazione, la riflessione sulle pratiche messe in atto per promuovere la migliore maturazione possibile delle capacità dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze?
Buona fine anno scolastico
Eleonora
  29/05/04
Carissimi,
raccolgo le riflessioni di Eleonora e Valentina per rilanciare...
E' vero ormai viviamo nella logica della COMPLESSITA', ma , come è possibile 'gestire' questa complessità, facendo in modo che non diventi una trappola, bensì un valore???
Di fronte alla complessità dell'alunno e dell'ambiente di apprendimento, ha ancora un senso mettere in pratica la pedagogia classica (quella, per intenderci, che partiva da un modello di alunno ideale, cui tutta l'azione educativa doveva mirare, 'selezionando' , eliminando gli aspetti fuorvianti, geometrizzando tutto in modo univoco e, tutto sommato, rassicurante ...) ????
D'altro canto c'è il rischio del nichilismo, dell' anarchia pedagogico/educativa ...
Ma allora qual è l'atteggiamento eticamente più corretto ???
Cerioli parla di setting (inteso come cornice) di apprendimento ... sta a noi delineare questa cornice ...
Grazie per i vostri preziosi contributi,
Patrizia
  31/05/04
Ciao a tutti!
Parlando di confronto tra differenze, identità e alterità ... non posso non segnalarvi di visitare il sito del movimento Cem di cui faccio parte: Centro Educazione alla Mondialità
e-mail: cemmondialità@saveriani.bs.it
Lì potete trovare tante indicazioni, bibliografie, informazioni su la rivista mensile. In questo numero di maggio poi è segnalato il 43° convegno nazionale dal titolo "Alfabeti dell'immaginario- l'educazione e lo scontro dei simboli".
Chiunque voglia saperne di più e non gli basta il sito, me lo dica e sarò a sua disposizione!
A presto
Nadia
  31/05/04
Grazie a Nadia per l'interessante segnalazione...
Per rimanere in tema di educazione alla mondialità potete visitare anche il sito:
http://digilander.libero.it/vocabulary/
a questo indirizzo potete trovare un vocabolario multilingue realizzato dagli alunni di alcune scuole nazionali e non ...
Il progetto è molto interessante per una felice intuizione: realizza un'idea molto semplice e senza la necessità di grandi risorse tecniche, ma indagando ed utilizzando ciò che, all'interno delle nostre classi, si trova nell'eterogeneo bagaglio esperienziale dei nostri alunni.
Questo progetto è un esempio, concreto, di come la complessità sia, a tutti gli effetti, un valore educativo ed etico reale e non utopico o aleatorio ...
a presto
Patrizia
  01/06/04
Molto interessante. Grazie anche a Nadia e Patrizia.
Loretta
  12/06/04
Carissima Nadia,
approfitto della tua segnalazione per invitare tutti voi ad un ulteriore viaggio, anche se virtuale; vi segnalo, infatti , nell'ambito del progetto "Learning about each other" (Conosciamoci l'un l'altro), un sito web che aiuta ad accrescere la conoscenza degli studenti sulle abitudini e la cultura in Italia e negli Stati Uniti.
E' il risultato della cooperazione tra il Ministero dell'Istruzione italiano e il Dipartimento dell'Educazione USA e si rivolge anche ai genitori e agli insegnanti.

BUON VIAGGIO!
Patrizia

# 29

03/06/04 - CAMINANTE
Carissimi,
in tema di scadenze finali, viene spontaneo tirare le somme: questa esperienza è stata l'occasione per condividere, in parte, le nostre strade ...
Ricordate ?!?! abbiamo incominciato le nostre riflessioni con il "percorso della scuola", ma, probabilmente nessuno di noi sapeva dove effettivamente questo percorso ci avrebbe portato ...
A tutte queste cose mi ha fatto pensare la poesia qui sotto: non è ancora tempo di chiudere i battenti, ma c'è tanta voglia di fermarsi, fosse anche solo un attimo, per pensare un po' , di "voltare indietro la vista" e scoprire che ,per fortuna non abbiamo tracciato solo "scie nel mare"...

Caminante, son tus huellas
el camino, nada más;
caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha volver a pisa.
Caminante, no hay camino,
sino estelas en la mar.

Antonio Machado

[Viandante, son le tue orme
la via e nulla più;
viandante, non c’è via,
la via si fa con l’andare.
E nel voltare indietro la vista
si vede il sentiero che mai
si tornerà a cavalcare.
Viandante, non c’è via
ma scie nel mar]

a presto,
Patrizia

  06/06/04
Grazie davvero per la bella poesia che mi fa pensare a quanto è fantastico stare nella scia del mare, perchè lì sei intera e la tua traccia si confonde fra una schiuma che hai potuto godere nell'attimo in cui ti sei trovata dentro.
Buona notte Loretta
  09/06/04
Non esiste la via?
La via viene tracciata ogni volta da chi è in viaggio?
E' bello pensare che ogni "viandante" sia libero di percorrere e tracciare il suo sentiero....
Ma è ancora più bello pensare che i sentieri si intreccino, si facciano viottoli e infine "strada", via di comunicazione tra viandanti vecchi e nuovi, che si sentono meno soli e nel loro peregrinare si raccontano di avventure e di curve, di sorpassi e di gomme bucate, di stop e di rettilinei..
io insegnante, mi sento un viandante tra viandanti , un viandante con più cose da narrare e pericoli scampati, tra viandanti con lo zaino in spalla, il sorriso sulle labbra e tanta voglia di scoprire strade nel cuore!
Doris
  09/06/04
... io insegnante, mi sento un viandante tra viandanti ...
Cara Doris,
l'importante è continuare a camminare, meglio se in buona compagnia e, come dici bene tu, con il sorriso sulle labbra ...
Per me è un piacere ed un onore camminare insieme ...
Patrizia
  13/06/04
Cara Doris, entrando nelle tue parole sul sentirsi viandanti camminatori alla ricerca di... se stessi, mi viene in mente il laboratorio che ho condotto al convegno nazionale di Cem mondialità nel 2002 a Viterbo. In quella sede ho proposto un percorso didattico con il film Central du Brasil, che ha preso la nomination all'Oscar dove poi ha vinto La vita è bella. Se non lo conoscete vi consiglio di vederlo e di proporlo ad alunni dalla quinta classe elementare in poi (io l'ho proposto nel progetto accoglienza)!
Il sentirsi persona in viaggio è comunque una bella dimensione di evoluzione, di disponibilità all'incontro, alle soste, all'adattamento, al sentirsi viaggiatore e non turista!
Nadia
  21/06/04
Non ho partecipato attivamente a questo gruppo di confronto (è quello che mi riprometto di fare nel prossimo futuro), tuttavia voglio ringraziare tutti coloro che attraverso il gruppo mi hanno fatto partecipi dei loro pensieri, delle loro riflessioni e delle loro scoperte... è stata un' esperienza veramente interessante ed arricchente... sono felice di averne fatto parte.
Davvero non sono state scie nel mare.
Grazie
Pinuccia
  21/06/04
Come Pinuccia ho scritto poco ma vi ho seguito passo passo ed ogni tanto, in giro per casa, si potevano leggere i messaggi che volevo condividere con i miei... parole stampate che poi diventavano commenti o pensieri... le scie nel mare a me piacciono
Grazie a tutti
Gabriella

# 30

Sta arrivando l'estate, sole, mare e... corpi abbronzati.
Il corpo è un elemento fortissimo nella definizione dell'identità di ciascuno : c'è chi ha eccessiva cura del proprio corpo, chi addirittura lo rifiuta ( pensate ai fenomeni diffusi di anoressia ), chi lo vuole cambiare, chi lo vuole decorare.......

Non amo i tatuaggi, mi disturba l'idea di incidere in modo indelebile il corpo e non ho mai approfondito questo fenomeno, forse banalizzandolo .
Lo scorso anno questo argomento è stato riproposto in modo interessante da Matteo Lancini, del gruppo Il Minotauro, che riferendosi al processo di costruzione dell'identità negli adolescenti e al difficile rapporto con il corpo e l'accettazione del proprio corpo a quell'età, ha portato anche questo esempio.
Approfondire il tema del perchè si sceglie di tatuarsi è un viaggio alla scoperta di percorsi di costruzione o decostruzione di identità.
In allegato vi propongo una sintesi dei contenuti del libro
"Segni indelebili" di Betti Marenko che raccoglie le narrative personali di soggetti che non solo scelgono di marcare il proprio corpo in modo indelebile, ma che ne articolano la matassa di significato con lucidità, coscienza e visione.

Giangiacomo Feltrinelli Editore - Libri - Segni indelebili
Segni indelebili. Betti Marenko. Collana: Campi del sapere Pagine:
148 Prezzo: Euro 14. In breve. Uno studio che scava nei significati ...
www.feltrinelli.it/ 23 maggio 2004 - Copia cache - Pagine simili

A proposito, sia che siate tatuati o non lo siate, sia che siate o no affascinati dalla classica rosa tatuata... che ne pensate in merito??
Ciao,
Emanuela

# 31

13/06/04
Cari iscritti,
il tatuaggio rappresenta la ricerca di identificare il proprio corpo con dei simboli.
Anche l’autoritratto è stato ed è nell’arte un modo per cercare di rappresentare se stessi.
Ogni autoritratto eseguito, osservato o semplicemente immaginato rievoca e rispecchia le tappe della formazione dell'io, riattivando e in qualche misura rielaborando le ansie relative al senso della nostra identità.
Per questo motivo quando sono stata ad Amsterdam sono rimasta affascinata dagli innumerevoli autoritratti di Vincent Van Gogh, uno diverso dall’altro: vi propongo alcune foto che ho scattato, naturalmente senza flash!!!

Se volete saperne di più sull’autoritratto o su Van Gogh, vi consiglio di visitare questi siti:

http://www.engramma.it/engramma_v4/rivista/saggio/27/galleria_bacon.html
http://www.vangoghgallery.com/index.html

Vi siete mai fatti un autoritratto?
A presto
Patrizia

# 32

20/06/04 - RADICI
Carissimi,
ecco cosa ho scovato nel mio girovagare nel web:

Regione Lombardia: culture, identità e autonomie della Lombardia
Normativa ed organizzazione, tavoli territoriali, notiziario e appuntamenti programmati o patrocinati,...
http://www.lombardiacultura.it/
Mi è sembrato interessante, in una lista che ha per argomento l’identità, riflettere sulle radici,che molti di noi hanno in comune, di questa identità,


In particolare mi ha incuriosito questa sessione del sito:

Online l'Archivio di Etnografia e Storia Sociale
Il territorio lombardo raccontato da voci, suoni e immagini che richiamano la sua storia e le sue molteplici identità


Dopotutto, nell'intraprendere un viaggio, l’unica cosa certa, spesso, è solo il punto di partenza …
A presto
Patrizia

# 33

27/06/04 - CONTRO L'IDENTITà
"Una spiaggia marina, in un qualsiasi luogo:... ciò che ci attira? il movimento di andare e venire delle onde, il loro frangersi e distendersi sulla sabbia e il loro ritrarsi. Ci affascina il continuo ed inesausto fluire dell'acqua: forme evanescenti, che si ricreano e si rimodellano senza fine, a tal punto che non si sa se sono più importanti le forme, per quanto instabili, o l'essere senza forma, se non sia più decisivo l'interrompersi oppure il costante riproporsi di forme nuove. Ciò che maggiormente colpisce è l'ininterrotto trasmutare"

Così inizia il libro "CONTRO L'IDENTITà " di Francesco Remotti, antropologo e scrittore.
Una lettura recente e, a mio parere, affascinante.
Nel testo l'autore si propone di mettere in discussione la rivendicazione del sé, che fissa il confine fra noi e gli altri.
Nel nostro viaggio dentro il tema dell'identità questa lettura non può mancare. Un centinaio di pagine da portare in vacanza.
Francesco Remotti, Contro l'identità, Laterza 1999 - € 6,20

Eccovi un breve commento:
"Dalla Jugoslavia al Rwanda, da New York a Pontida, tutti rivendicano un'identità, che sia etnica o regionale, politica o religiosa. Ma è così necessario avere un'identità? E che pericoli si celano dietro una troppo netta definizione dei confini tra noi e gli altri? Un saggio che affronta interrogativi cruciali.
Oggi la psicologia e la psicanalisi ci hanno resi avvertiti della natura "plurale" dell'Io e dunque del carattere problematico della sua identità, è urgente che anche al livello del noi - dei gruppi, dei popoli, forse persino della specie umana - questa coscienza si imponga e contribuisca a gettare una luce critica sulla nozione stessa di identità. è  questa la tesi di Francesco Remotti, che documenta con numerosi (e spesso gustosi) richiami a esperienze sul campo i paradossi e le contraddizioni dell'identità"
Giovanni Vattimo, L'Espresso.

Buona lettura,
Emanuela

# 34

Un grazie a tutti voi per aver condiviso con noi questa esperienza!
Ancora qualche invio e poi andremo tutti in vacanza, ma torneremo per ripercorrere insieme le scie nel mare!
A presto
Patrizia, Emanuela, Patrizia

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