1.
LA "STORIA" DEL CORSO
Il tema centrale che
quest'anno ispira le attività della "scuola estiva" di STRESA e che
raccoglie riflessioni e spunti emersi dalle iniziative sviluppate
durante l'anno è quello della responsabilità.
L'edizione 2006 della Scuola
Estiva, come abbiamo anticipato, è dedicato alle "responsabilità", un
tema fatto di implicazioni e di scenari vicini al nostro vissuto di
professionisti, ma anche al nostro essere cittadini ed insegnare ad
esserlo... Cittadini globali del mondo ma anche cittadini di noi stessi,
dentro la nostra storia e le nostre emozioni,
La scelta del tema anche
quest'anno è il frutto di un pensiero itinerante e condiviso con i
nostri più vicini consulenti.
Come sempre il dialogo con
gli esperti e le iniziative intraprese dalle scuole della rete in
quest'anno scolastico sono stati fondamentali per individuare questo
tema come elemento di approfondimento collegato ai progetti sul
riconoscimento e sulla cittadinanza che STRESA sta portando avanti.
L'idea della responsabilità
è stata anche al centro di un seminario residenziale svoltosi nella
primavera del 2006 con la partecipazione di 12 dirigenti scolastici
della rete.
Il percorso della scuola
estiva si propone, quindi, di offrire ai dirigenti e ai docenti delle
scuole presenti uno spazio di condivisione e di riflessione da riportare
anche nei singoli istituti all'inizio del nuovo anno scolastico.
2.
IL QUADRO DI RIFERIMENTO (un
contributo di G. Varchetta)
La tematica della
responsabilità tende oggi ad appartenere a quel nucleo di
pre-requisiti/pre-risorse che devono, pur in maniera diversa,
nutrire il nostro bagaglio di competenze con le quali affrontare
quotidianamente le prove della quotidianità contemporanea.
Si tende, lungo questa
traccia, a indicare l'area delle cosiddette meta-competenze rispetto a
quella del repertorio di competenze. In tale area di meta-competenze
risiede senza dubbio per esempio la capacità di "apprendere ad
apprendere" e, ipoteticamente, la tematica della responsabilità.
Il passaggio dal tempo della
modernità a quello della nostra contemporaneità ha collocato la nostra
vita quotidiana all'interno di un obbligato paradigma di riflessività.
Tale transito è la conseguenza della caduta avvenuta nel nostro tempo
del ruolo di riproduzione sociale gestito nella modernità dalle grandi
agenzie di socializzazione, lo stato nazione, le chiese/partiti, la
famiglia.
Sul soggetto è ricaduta una
obbligata psicosociologia riflessiva, che colloca le donne e gli uomini
che vivono e operano in un immediato "esserci", creando una ricorrente
tensione fra esperienza, senso comune e narrazione. Ogni oggettività
conclusiva è delusa in quanto presunzione di una neutralità o di una
capacità di prevedibilità oggi sentite come assolutamente implausibili.
La cultura della
responsabilità così come sta emergendo nella nostra contemporaneità, si
è allontanata dall'obbedienza passiva a regole morali esterne al
soggetto. Se da una parte esprime l'esigenza di allontanarsi da un
permissivismo diffuso, dall'altra indica l'affievolirsi del dominio del
dovere nella vita sociale. Emergono rilevanti gli aspetti relazionali.
Lungo questa traccia, la
responsabilità appare meno una nota dell'azione considerata in se
stessa, né dell'attore tolto dal contesto e separato dall'azione. La
responsabilità si indica piuttosto come un rapporto tra l'agente e la
sua azione, relazione considerata quotidiana, continua, per così dire
normale.
Per continuare a riflettere
in questa direzione, si può indicare la responsabilità non come una
risposta su un problema specifico, ma come risposta a un soggetto
specifico, ad un altro concreto con il quale l'attore si relaziona: si
tratta di trascorrere da un pensiero etico ad un agire etico, a delle
pratiche etiche nel loro duplice aspetto incorporato e intersoggettivo.
Nella contemporanea società
del rischio un margine accettabile di sicurezza può essere raggiunto
attraverso un agire la responsabilità. Responsabilità implica infatti
l'integrazione, un accettare in altre parole la responsabilità di tutte
le risorse emotive e cognitive poste di fronte alle parti interne del sé
e agli altri tutti. Implica ancora un disporsi ad una dimensione
affettiva con il proposito di conservare e aumentare il benessere
proprio e degli altri.
Diego Napolitani ha
recentemente sottolineato che un pensiero clandestino (apprendimento vs.
cambiamento) se supera "quella parte della nostra struttura mentale …
l'idem, che vive nella certezza del suo solco, … raggiunge quella sorta
di laboratorio in cui il mondo viene significato in termini simbolici
che è l'ipse. Qui la domanda dello "straniero" può essere ascoltata ed è
da questo incontro che può nascere una risposta singolare nell'ordine
della responsabilità. Ma questa resta ancora nel limbo delle fantasie,
dei sogni (ad occhi chiusi o aperti) fintanto che non diventa atto il
cui carattere responsabile implica il sapere che la sorte dello
straniero interno è indissolubilmente connessa con quella dell'altro,
del diverso che appare al nostro orizzonte condividendone luci ed ombre"
(1).
1.
D. Napolitani (2006), Luoghi di formazione, Guerini e Associati, Milano,
pagg. 152, 153.
3.
LA SEDE DEI CORSI E GLI ORARI
I lavori si svolgeranno
presso la sede dell'Accademia Cusanus, a qualche decina di metri
dall'hotel nel centro di Bressanone.
Il primo giorno, dopo la
sistemazione in hotel e un briefing d'inizio dalle 12.30 alle 13.30, si
lavora dalle 16.30 alle 20.00.
Nella seconda giornata sono
previste attività il mattino dalle 8.30 alle 13.00, il pomeriggio dalle
16.00 alle 20.00 e la sera, momento in cui verranno proposti un film per
il primo gruppo e un evento teatrale partecipativo per il secondo,
entrambi centrati sui temi trattati durante il giorno.
L' intervallo del pomeriggio
è pensato per iniziative ri-creative individuali o di piccoli gruppi (ad
esempio visita all'abbazia di Novacella, shopping & passeggiate ...).
Infine nella giornata
conclusiva i lavori occupano l'intera mattinata (dalle 8.00 alle 13.00)
e dopo il pranzo è previstala partenza.
4.
LE MODALITA' DI LAVORO E LE
ATTIVITA'
Il percorso è stato progettato considerando una pluralità di "voci" e di contesti di comunicazione.
Presentazioni e spunti di riflessione
Il tema della responsabilità è affrontato secondo una pluralità
di prospettive: i contributi dei relatori, la riflessione nei momenti di
lavoro di interscuola, la lettura di narrazioni, il confronto nei gruppi
di scuola.
Visione di film
Il cinema e la narrazione sono strumenti di pensiero e di
comunicazione importanti per comprendere la realtà complessa del nostro
tempo. Si vedono e si commentano insieme alcuni filmati.
Lavoro di gruppo interscuola
I temi e le proposte presentate diventano contenuto di una
riflessione in gruppo tra partecipanti delle diverse scuole che porterà
alla scelta di narrazioni da proporre in plenaria. Si lavora sulla
narrazione dell'esperienza, sulla ricostruzione di momenti significativi
di esperienza: ...quella volta che ...
Lavoro in gruppo di scuola
I partecipanti di ogni scuola elaborano insieme i contenuti
affrontati e si rappresentano le prospettive di sviluppo all'interno
della realtà del loro istituto. L'attività di formazione infatti si
conclude a settembre in ogni istituto con un incontro di elaborazione e
di proposta locale.
Rielaborazione teatrale
Il teatro come occasione di riconoscimento dei propri pensieri.
Lo scorso anno si è
sperimentata una performance improvvisata. Ma attori e registi hanno
continuato: in questa edizione della scuola estiva (2° turno) si "prova"
una rappresentazione messa a punto in qualche mese di lavoro. Lo
spettacolo sarà poi ripresentato a Bergamo in autunno.
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