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I RESOCONTI DEI GRUPPI > PRIMO TURNO

 

Le trascrizioni dei lavori di gruppo sono a cura di: Elisabetta Ferrari, Lia Mozzi, Silvia Zanoni.
 

 

 

GRUPPO 1

Cosa e' il riconoscimento e contesti e strumenti del riconoscimento.

Il gruppo si è posto il problema di come rispondere alle domande stimolo: il pensiero di ciascuno ritornava inevitabilmente a quanto già espresso dai relatori.

Abbiamo proceduto "raccontandoci" e da questa narrazione di esperienze personali è scaturito a nostro parere una sorta di "riconoscimento" reciproco dei membri del gruppo. Il gruppo si è riconosciuto in questa sintetica descrizione delle caratteristiche del riconoscimento.

Il riconoscimento presuppone:

  • una relazione carica di emozione;

  • è vincolato dal contesto socio-culturale, ambientale e temporale in cui avviene;

  • non è il risultato di un giudizio neutrale;

  • non è definitivo, è in continuo divenire.

Essere riconosciuti può significare:

  • essere o avere testimoni;

  • essere riconosciuti come singoli in un gruppo;

  • permettersi di avere dei limiti.

I linguaggi, in tutte le loro varietà, veicolano le relazioni e di conseguenza facilitano o ostacolano il riconoscimento.

Il linguaggio, per esempio nel litigio, può divenire uno strumento per costringere l'altro a "riconoscerci" o a "riconoscersi".

 

GRUPPO 2

Cosa è il riconoscimento

  1. La conoscenza presuppone un atto di riconoscimento.

    • Si conosce per uguaglianza e per differenza.

    • La conoscenza è soggettiva e nasce dal confronto con conoscenza elaborata da altri.

    • E' sano riconoscere l'errore epurandolo però da un'accezione negativa per renderlo strategicamente un momento di costruzione. L'errore è una risorsa per conoscere.

    • Conoscenza e atto di rconoscimento si hanno quando un individuo è in relazione con altri individui e con l'ambiente.

    • Il riconoscimento non è valutativo in assoluto, è dare, testimonianza di ciò che di meglio è avvenuto.

    • La conoscenza passa attraverso la criticità dei saperi e la valorizzazione delle differenze.

  2. Non esiste giudizio neutrale perché il riconoscimento mette in gioco fattori differenti.

    • Il riconoscimento non può essere negazione di identità: possiamo superare conoscenze passate, ma non negare l'identità che avevano ( teoria geocentrica ed eliocentrica).

Contesti e strumenti del riconoscimento

 

Il linguaggio simbolico è legato al riconoscimento se considerato in un contesto.

Il riconoscimento è soggettivo e passa attraverso lo stupore.

 

GRUPPO 3

Cosa e' il riconoscimento e contesti e strumenti del riconoscimento.

Le nostre riflessioni sono partite dal significato che nella quotidianità attribuiamo alla parola conoscenza e riconoscimento. Due i significati:

  • il riconoscimento, a cui ha fatto accenno il prof. Gargani nella sua relazione iniziale, inteso come costruzione della conoscenza riconducendo a idee o categorie che già esistono nella nostra mente;

  • il riconoscimento, a cui noi abbiamo fatto riferimento nel lavoro di gruppo, più legato ad aspetti affettivi ed emotivi, inteso come gratificazione, riscontro che viene dall'esterno per qualcosa che si è o si è fatto.

Nel processo di riconoscimento ci troviamo di fronte a due modelli:

  • da un lato qualcosa in cui ci si riconosce perché ci è simile, affine, è già in noi.

  • da un altro lato qualcosa che invece è opposto a noi, è differente, non ci appartiene e questo "diverso" ci può aprire a nuove conoscenze.

La conoscenza avviene se questo diverso tocca la sfera delle emozioni:

  • implica un atteggiamento di modestia per avvicinarsi ed aprirsi al nuovo;

  • richiede uno stato di tranquillità, di non timore, per riuscire ad assumere in sé questo elemento nuovo.

La conoscenza è una conquista individuale che porta a diventare qualcos'altro da sé, abbandonando o superando i propri stereotipi, mediata però dalla cultura sociale dell'ambiente in cui si vive.

Abbiamo poi discusso su questi due aspetti:

  • riconoscimento che arriva dall'esterno e richiama qualcosa che c'è in noi;

  • auto riconoscimento che si costruisce nella relazione con l'altro attraverso i rimandi e i riconoscimenti che dagli altri ci giungono.

Conoscere, riconoscimento e auto-riconoscimento ci sono sembrati tre elementi che interagiscono e che è difficile analizzare uno separato dall'altro.

Il linguaggio, inteso nella sua pluralità di linguaggi verbale, gestuale, di sguardi, non solo influenza il processo di riconoscimento, ma è l'elemento fondante di qualsiasi relazione, in quanto riesce a muovere tutti i fattori che interagiscono nel processo di conoscenza e di riconoscimento (intelligenza, esperienza, intuizione, emozione, valori, affetti, sensibilità).

 

GRUPPO 4

Cosa e' il riconoscimento e contesti e strumenti del riconoscimento.

E' difficile sintetizzare in poco tempo, perché nel lavoro di gruppo ci sono tutte le storie, i vissuti personali che sarebbe stato piacevole raccontare uno per uno come ha fatto la ragazza del blob che traeva le storie dalla borsa.

Riconoscimento è:

  • lasciarsi sorprendere o da se stessi o dall'altro, in un percorso vissuto e tessuto di passioni - emozioni, che si snoda in una relazione fatta di "cura", del prendersi cura e di complicità, alla cui base stanno fiducia e attesa (intesa come creare l'aspettativa);

  • il riconoscimento dà la spinta ad andare oltre, ma a volte è sofferenza, disorientamento; non sempre è approvazione ma accettazione.

  • È memoria: perché il ricordo nel tempo è fondamentale, è rivedere e rivivere la propria vita; se invece non si vuole ricordare questo significa rifiutare le emozioni provate nel passato.

Problema: è vero che il controllo razionale dell'emotività fa perdere la possibilità di apprendere ad apprendere?

Il linguaggio nella sua complessità influenza a tal punto il processo di riconoscimento da dare vita alle cose morte o che non ci appartengono o da farle morire.

Quando, nel desiderio di essere riconosciuti, non abbiamo niente da perdere la comunicazione e i linguaggi non sono condizionati; a volte nel desiderio di essere riconosciuti ci annulliamo nell'altro e non siamo più noi stessi e non usiamo i nostri linguaggi. Si hanno quindi due situazioni opposte: il non condizionamento o il condizionamento totale a seconda dello stato interiore di un essere umano.

Decodificare i linguaggi è saper leggere tra le righe come "leggere qualche parola di un giornale può cambiare una vita!"

Nella nostra professione non usiamo mai un solo tipo di linguaggio, ma tanti. Però c'è il rischio che il linguaggio verbale, le tante parole, possano diventare violazioni linguistiche perché possiamo essere traditi da altri linguaggi (gesti, espressioni) con cui si stroncano le possibilità di riconoscimento; altre volte, invece, diventa invenzione.

L'idea è quella di lasciar cogliere la pluralità e le opportunità senza pensare di essere onnipotenti.

 

GRUPPO 5

Cosa e' il riconoscimento.

  • Conoscere presuppone un atto di riconoscimento, in primo luogo perché l'atto di conoscenza, in sé, presuppone una relazione a diversi livelli: alunno-docente, docente-alunno.
    In questo senso ogni conoscenza viene co-costruita. Anche una scoperta "individuale" per divenire conoscenza, deve essere socializzata, altrimenti di fatto è come se non esistesse. E' anche vero che ogni nuova scoperta si fonda su esperienze (fatte da linguaggi, conoscenze….) che ci hanno preceduto e che fondano il contesto culturale di riferimento.

  • Conoscenza e riconoscimento sono multidimensionali: esistono conoscenze che necessitano di un riconoscimento specifico (per esempio: brevetti, copyright) ma la maggior parte delle conoscenze sono "hackeriane" nel senso che vengono continuamente "smontate", ricostruite e riutilizzate quotidianamente, fondano il background culturale/esperienziale di ogni persona, background che viene condiviso con altri.

  • Riconoscimento e valutazione sono legati strettamente. Di fatto non si può "non valutare" (a tutti i livelli, non solo con gli alunni), dal momento che ogni feed-back, in una relazione, comprende una valutazione. Ogni conoscenza è oggetto di costruzione ma anche di contrattazione e di offerta/restituzione.

  • L'emozione è fondamentale nella conoscenza (intesa come momento di interazione tra persone). La conoscenza e il riconoscimento spesso scaturiscono da un qualcosa che ci "perturba", in quanto ritenuto come significativo per la nostra esistenza.

  • In ambito professionale è importante che gli alunni vengano aiutati a riconoscere i propri punti di forza e di debolezza da cui partire per costruire.

  • Il riconoscimento non è il risultato di un giudizio neutrale ma coinvolge una pluralità di fattori a diversi livelli:

    • non è possibile la neutralità perché ogni persona è frutto di un background culturale ed esistenziale unico, coinvolge gli interessi, le emozioni, i valori;

    • sono poche le esperienze nelle quali si attua una neutralità di giudizio. E' possibile in una prova di matematica avere una oggettività maggiore ma di per sé quando si passa alla valutazione, la performance stessa deve essere inserita in un contesto più ampio. Perfino chi propone la prova può influenzare il "rendimento" degli alunni.

  • Questa pluralità di fattori è già "un dato". Siamo spesso costretti a celebrare solennemente la repubblica e la liberazione per ricordarci di quante persone hanno sofferto per l'idea di "liberta" e di "democrazia" per noi a volte scontate.

  • Si raggiunge un livello di conoscenza maggiore quando per esempio riconosciamo la paternità di un'idea in un autore appena studiato ma che sentiamo vicino a quello che sentiamo e conosciamo.

Considerazione finale

Nel blob "Blue team" l'allenatore della squadra motiva i propri atleti: quali sarebbero state le loro reazioni in caso di sconfitta? Nel caso specifico professionale dei nostri alunni, possiamo motivare e riconoscere i punti di forza ma se non studiano e non si impegnano è onesto dare loro un dis-conoscimento anticipando loro le difficoltà che incontrano. C'è inoltre il rischio dello stereotipo che coinvolge i nostri alunni con frasi del tipo: " Sei sempre il solito", "Figurati se non facevi così……".

 

Contesti e strumenti del riconoscimento.

Nel filmato "Emily Muller", il riconoscimento è una sfida, è cogliere l'occasione per farsi conoscere. Come la figura del giovane pescatore, nel blob "In mezzo scorre il fiume", afferma che la vita non è un'opera d'arte per cui un momento d'oro potrebbe non ripresentarsi mai più.

Il riconoscimento avviene nella relazione, il linguaggio è il mezzo principe della relazione stessa. Come con i nostri alunni un conto è scrivere sul loro diario" Sei bravo!", altra cosa è dirlo di fronte a tutti i compagni. Il linguaggio può essere sia scritto che parlato.

Nel linguaggio possono influire gli stati personali, le situazioni, gli umori…..Gli obiettivi che uno vuole raggiungere.

Il linguaggio è l'emergenza di una pluralità di fattori tra due interlocutori, che non si trovano allo stesso punto e nella stessa situazione. Il linguaggio entra nel gioco della relazione e a volte scoppia il miracolo, a volte no.

Per questo motivo bisognerebbe uscire o andare oltre i nostri schemi, come il regista è andato oltre la visione di Emily nel suo monitor per rincorrerla.

Questo non è sempre possibile. Occorre però essere consapevoli di essere, di fatto, "prigionieri" di questi schemi.

 

Gran finale

Ringraziamo lo staff e gli esperti perché, all'interno del nostro gruppo di lavoro, abbiamo potuto di fatto vivere e sperimentare il riconoscimento. I relatori, il clima, l'ambiente, la distanza fisica e mentale dagli impegni ci hanno aiutato a riflettere e ad imparare.

 

GRUPPO 6

Cosa e' il riconoscimento e contesti e strumenti del riconoscimento.

Si è cercato di rispondere inserendosi in un contesto scolastico, nel quale non si può prescindere dalle relazioni.

L'alunno viene affascinato da una proposta entusiasmante, non viene colpito subito dal contenuto proposto, ma dalla modalità della trasmissione mediata dalle capacità del comunicatore e dal suo carisma.

La conoscenza pertanto non avviene se non c'è relazione. Il riconoscimento avviene nella relazione.

La conoscenza è emozione che determina e fa scattare il processo conoscitivo. L'emozione va però gestita, canalizzata. Occorre trovare un equilibrio e una distanza adeguate. L'emozione è molla e filtro, non deve travolgere però il soggetto. Va quindi riconosciuta.

Nel nostro gruppo si è verificato un episodio significativo. L'utilizzo di un termine: "stroncare" da parte di una collega ha condizionato il lavoro del gruppo…. E questa è stata la conferma che l'emozione è la molla e il filtro del riconoscimento (abbiamo toccato con mano la capacita' negativa).

Chi si è sentito non riconosciuto, ha liberato la propria emozione, permettendo il riconoscimento di se'. Nel contempo la manifestazione delle sue emozioni, ha suscitato a catena la liberazione delle emozioni di altri. Conoscere l'emozione è stata la tappa che ha portato al riconoscimento dei singoli all'interno del gruppo.

Questo episodio ha confermato che il linguaggio influenza il processo di riconoscimento e che è importante il riconoscimento delle persone giuste al momento giusto.

 

GRUPPO 7

Cosa e' il riconoscimento e contesti e strumenti del riconoscimento.

Conoscere e/o riconoscere, sono termini che afferiscono alla sfera personale.
Dialettica tra vecchio e nuovo. Sistema di inferenze a partire da un'esperienza che inizialmente è relazionale, sia con i singoli che con l'ambiente.

Crtiteri e vincoli sono definiti dai soggetti coinvolti e dai contesti. Strategie argomentative e messa in gioco complessiva/olistica.

 

GRUPPO 8

Cosa e' il riconoscimento e contesti e strumenti del riconoscimento.

La conoscenza è un processo ricorsivo che si esprime attraverso il riconoscimento e nello stesso tempo il riconoscimento è presupposto alla conoscenza.

Il riconoscimento si esprime anche tramite simboli come abbiamo visto nei blob. C'è il riconoscimento economico, c'è il riconoscimento attraverso il linguaggio - inteso come narrazione di sé, come accettazione di sé e come conoscenze pregresse anche tecniche.

Il riconoscimento passa attraverso la disponibilità alla relazione e al rispecchiamento dell'altro e di sé stessi. La chiusura nei confronti del nuovo, la negazione del valore dell'altro origina vincoli, pregiudizi che trovano origine in emozioni negative. Il preconcetto/pregiudizio è uno stato interiore (di paura) e non consente il riconoscimento delle conoscenze e dei fenomeni naturali.

La complessità del linguaggio crea una stanchezza interiore, ma stimola una varietà di risposte. I diversi linguaggi devono permettere la relazione. Devono essere condivisi e congruenti con i significati che si vuole veicolare.

Note tratte dalla visione dei blob:

  • conoscere l'aspetto tecnico permette di riconoscere l'idea;

  • il riconoscimento del coraggio (il medico conoscendo il dolore dell'intervento riconosce il coraggio);

  • Oxford: la conoscenza della capacità dei propri atleti e le debolezze degli avversari per poter riconoscere le proprie capacità;

  • il matrimonio - conoscenza di sé per testimoniare nel matrimonio;

  • la conoscenza di un testo che narra (riconosce) un grande uomo per aprire la porta al mondo degli adulti;

  • la conoscenza della tecnica di pesca riconosce l'abilità del pescatore;

  • la conoscenza tecnica passa anche attraverso il riconoscimento economico;

  • la conoscenza delle capacità del ballo in un riconoscimento reciproco;

  • la conoscenza musicale per il riconoscimento dei limiti (stonato).

 

GRUPPO 9

Cosa e' il riconoscimento e contesti e strumenti del riconoscimento.

Dal momento che ho l'esigenza di conoscere metto in moto azioni di riconoscimento. Per conoscere devo individuare relazioni, fare inferenze, generalizzare, argomentare.

Prerequisiti necessari sono:

  • essere disponibili all'ascolto di sé e degli altri;

  • essere aperti a cogliere opportunità e anche possibilità di modifica per una costruzione e ristrutturazione del proprio sapere;

  • l'atto dell'apprendimento non può prescindere dal sociale: ho bisogno di testimoniare con modalità diverse che ciò che ho conosciuto mi appartiene e che sono pronto a "riconoscere" per continuare ad organizzarmi, per imparare di nuovo;

  • quindi riconoscimento come azione ciclica relazionale influenzata da fattori esterni che la possono arricchire, direzionare, condizionare, quali:

    • il contesto contingente

    • credenze religiose

    • la cultura cui appartengo

    • i linguaggi e le regole dei gruppi cui appartengo

La conoscenza avviene anche dal riconoscimento di un bisogno emotivo. Per concretizzare nel gruppo è nata la metafora della torta. Per preparare una torta devo:

  • individuare gli ingredienti con le loro caratteristiche;

  • dosarli;

  • amalgamarli nel modo e nell'ordine corretto;

  • seguire delle regole per la cottura.

Il risultato è una torta che potrà essere modificata secondo la contingenza dell'imprevisto. Grazie al riconoscimento delle persone a cui la offro posso decidere di arricchirla, di trasformarla, di creare nuove ricette.

Il riconoscere "il riconoscimento" come fondamentale, quale ricaduta può avere nella scuola, nella classe, nell'azione di docente?

  • Favorisce:

    • la personalizzazione;

    • la costruzione di percorsi metacognitivi.

  • Trasforma:

    • l'idea di valutazione;

    • l'idea di programmazione;

    • la comunicazione nei vari aspetti.

Il risultato di una relazione di riconoscimento è determinato anche dal caso, dall'imprevisto e dalle azioni che io agisco per affrontare la situazione. L'educatore ha il compito di raggiungere e far raggiungere una consapevolezza che permette di gestire il pensiero fino ad arrivare alla creatività. Il docente deve sape cogliere e scegliere le modalità di riconoscimento per creare le occasioni di apprendimento mirate all'obiettivo.

Il riconoscimento avviene solo quando c'è il superamento di un codice linguistico verbale che si apre alla ricezione degli altri codici, che implicano un'adesione olistica di un individuo.

Il linguaggio ha in sé una pluralità di significati, di livelli e strati diversi che una persona evoca secondo il grado di riconoscimento in atto.

 

GRUPPO 10

Cosa e' il riconoscimento e contesti e strumenti del riconoscimento.

La nostra lettura dei quesiti, dei primi due particolarmente, è stata fortemente suggestionata dagli interventi del prof. Gargani, soprattutto dalla comunicazione della prima giornata di lavoro:

  • l'atto del riconoscimento non è l'antefatto del conoscere;

  • conoscere è costruire processi ed eventi, costruire mondi. Il riconoscimento è ricreazione di mondi, è conoscenza dinamica e non il risultato di un giudizio neutrale;, coinvolge una pluralità di fattori.

Tra questi abbiamo privilegiato la relazione e il contesto. Nella relazione e nel contesto risiede il significato della parola.

Dal prof. Varchetta abbiamo mutuato l'idea del riconoscimento come centrale nella relazione maestro-allievo. Il riconoscimento attiva il soggetto, anche il riconoscimento della mancanza come ci insegna il regista di E. Muller nell'interpretazione di Varchetta.

Noi insegnanti parliamo di motivazione degli alunni, spesso di scarsa motivazione, ma non dovremmo forse parlare di riconoscimento, di non riconoscimento, di mancata concessione di un' altra opportunità, di una seconda occasione?

Quali strumenti, nel contesto della nostra professione, facilitano il riconoscimento? Ne abbiamo discussi due:

  • la cura, prendersi cura della creatività dell'allievo, degli allievi (mondi diversi, linguaggi diversi);

  • la collegialità, che è molteplicità di voci, abitudine alla discussione, risorsa per offrire occasioni di creatività.

C'è chi l'ha fatto usando una borsa, forse possiamo farlo anche noi.