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LETTURE IMPORTANTI SUL RICONOSCIMENTO

 

 

L'ORGANIZZAZIONE CONDIVISA. COMUNICAZIONE, INVENZIONE, ETICA

Aldo G. Gargani, L'organizzazione condivisa. Comunicazione, invenzione, etica, Milano, Guerini e Associati, 1994. Pagg.120, E. 13.

L’opera L’organizzazione condivisa. Comunicazione, invenzione, etica, è un piccolo ma denso libro di Aldo G. Gargani pubblicato da Guerini nella collana diretta da Giuseppe Varchetta.

Questo saggio appartiene a un genere letterario poco frequentato ma prezioso per chi vuole cominciare a incontrare, attraverso un approccio amichevole, alcuni nodi cruciali del pensiero contemporaneo attraverso le parole di un grande filosofo.

Il libro, infatti, nasce dalle trascrizioni di alcune conferenze tenute nell’ambito di un master e ci conduce a riflettere su grandi temi catturando sulla carta stampata l’atmosfera della conversazione.

Aldo G.Gargani ci propone qui "un nuovo orizzonte di comunicazioni", una "organizzazione condivisa" in cui l’esperienza relazionale è posta come fondamento di una nuova dimensione e come alternativa all’isolamento nella diffusa progressiva perdita di senso della realtà.

Attraverso una continua e stimolante sfida ad ardite associazioni e citazioni letterarie il lettore è sollecitato ad esplorare il proprio scenario culturale, il proprio immaginario, il proprio mondo interiore per scoprirlo popolato di metafore; ma queste metafore sono vive solo se si sostanziano in un vocabolario nuovo e condiviso.

Questo mondo interiore che l’Autore chiama anche "romanzo familiare, contiene spesso le radici delle nostre difficoltà di comunicazione la distruzione di patrimoni di comunicazione in relazione a "rapporti non elaborati con la figura paterna".

L’Autore, partendo dalla crisi di alcuni assi fondamentali della nostra cultura e dalla "nozione di verità come corrispondenza", si interroga sui valori e sulla concezione del mondo e approfondisce il concetto di scienza come "descrizione densa" mettendo al centro del sistema il problema dei linguaggi e della loro condivisione.

Particolarmente stimolante l’analisi del principio etico come elemento fondamentale della comunicazione in quanto fondato su "valori da far valere" e sulla conformità e condivisione dei sistemi simbolici.

Secondo Gargani il nostro tempo è caratterizzato da linguaggi stereotipati, ridondanti e privi di emozioni. In questo ambito l’Autore analizza il linguaggio delle donne cui

riconosce "la capacità di cogliere le zone d’ombra degli eventi".

La ricchezza di stimoli, la proposta culturale ardita e raffinata fanno di questo libro una lettura importante sia per una riflessione sulle nostre esperienze di comunicazione sia come persone sia per chi opera in contesti organizzati.

Recensione di R. Ghiaroni

 

LA VALUTAZIONE RICONOSCENTE.
LA VALUTAZIONE DELLA FORMAZIONE NELLE ORGANIZZAZIONI CONTEMPORANEE

Andrea Fontana, Pino Varchetta, La valutazione riconoscente, Milano, Guerini e Associati, 2005. Pagg.157, E. 18.

La letteratura scientifica sulla valutazione si arricchisce con il volume di Andrea Fontana e Giuseppe Varchetta di un contributo incentrato su un approccio fortemente innovativo che propone alle organizzazioni azioni e percorsi di valutazione che tengano conto dei profondi cambiamenti valoriali nei rapporti, nelle relazioni, nella vita di lavoro delle persone e dei contesti organizzati.

Il volume, che si intitola La valutazione riconoscente e sottotitola La valutazione della formazione nelle organizzazioni contemporanee, parte dal presupposto che la cosiddetta "sfida della complessità", oltre a nuovi modelli organizzativi incentrati su diverse dinamiche relazionali e sui nuovi complessi rituali della flessibilità, è caratterizzata da ambiguità, incertezza dei nuovi scenari valoriali che si stanno delineando.

Questo libro che nasce in ambito manageriale, per il suo approccio alla complessità del mondo attuale, alla relazionalità, agli scenari affettivi e valoriali entra in particolare sintonia con l’essenza del mondo della scuola in cui i luoghi delle decisioni e la cultura organizzativa sono strutturalmente caratterizzati da complessità e incertezza.

Gli operatori della scuola spesso guardano alle proposte di deriva " manageriale" con curiosità ma anche con il giusto sospetto che si ha nei confronti di modelli ritenuti rigidi e troppo meccanici.

In questo caso, la costruzione che presentano Fontana e Varchetta è particolarmente ricca di riferimenti vicini al mondo di valori che appartengono alla cultura della scuola.

La lettura offre all'educatore non solo una preziosa possibilità di sistematizzare contenuti già praticati, ma anche compiacimento per il trovare, riconosciuti e rivisitati, elementi caratteristici della propria appartenenza.

Una sezione è dedicata alla riflessione storica, agli approcci operativi e considera come principali generazioni della valutazione della formazione l’approccio positivista sperimentale, quello pragmatista, quello costruttivista e quello fenomenologico.

La stessa sezione fornisce una analisi delle finalità e dei modi della valutazione dell’apprendimento con particolare riferimento a compliance, management control, accountability, learning, policy and program design.

La proposta degli AA. si sviluppa nella terza parte procedendo dalla analisi del nuovo "saper essere" del manager e della capacità di riflessione sull’azione formativa.

La valutazione riconoscente è un nuovo modo di percepire i legami con l’organizzazione in termini di soggettività e comunitarietà e di individuare "come" si valuta la formazione nelle organizzazioni contemporanee.

Il modello della valutazione riconoscente proposto dagli AA. privilegia il "pensare" rispetto al "fare" e ha l’obiettivo di potenziare l’organizzazione considerata come un insieme di soggetti che apprendono e che riflettono criticamente sui contenuti e sui processi per modificare i propri schemi interpretativi.

Nella valutazione riconoscente si possono individuare funzioni valoriali e strategiche, informative, tecnico operative, di aggregazione sociale che sono in grado di sostenere un soggetto che è collocato o si colloca spontaneamente in una dimensione riflessiva ed esperienziale di apprendimento continuo.

Ciò può avvenire attraverso un interscambio tra individuo e organizzazione, tra soggetto in formazione e valutatore in una dinamica relazionale connotata da aspetti valoriali, collaborativi, personalizzati che evidenziano la qualità affetiva e cognitiva del processo di apprendimento.

La valutazione riconoscente, attraverso l’alleanza tra apprendimento e valutazione, è rappresentata dalla storia dei progressi del soggetto, dalle scoperte che il processo di apprendimento produce nelle autobiografie e soprattutto nel momento in cui il "riconoscimento" si pone come la capacità del soggetto di valutare e storicizzare aspetti che giudica significativi nella sua evoluzione.

Il volume contiene infine utili indicazioni sugli strumenti sia relativi ad azioni di valutazione autoriferita sia per azioni di valutazione eteroriferita e una riflessione finale che ribadisce il valore della valutazione riconoscente come strategia fondativa per vivere la propria identità professionale e governare i processi organizzativi nella modernità riflessiva.

E’ un invito sicuramente da raccogliere per avviare un sostanziale processo di ripensamento degli approcci alla valutazione in una visione assolutamente nuova e dinamica della cultura organizzativa.

Recensione di G. Barzanò e R. Ghiaroni