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GRUENER BAUM: NON UN HOTEL QUALSIASI

 

IL GAZZETTINO                                                                            Domenica 1 maggio 2005


"Quando papa Benedetto pranzava da me"

Di Stremitzer in Stremitzer (cinque per la precisione, tutti di nome Johan) fino a Burghart, l'attuale proprietario che, nel 1968 annovera per la prima volta nella lista dei suoi clienti l'allora "semplice" sacerdote Joseph Ratzinger che a Stufles, quartiere antico di Bressanone al di là dell'Isarco, dove sorge il Gruener Baum, scenderà regolare, ogni estate, con il fratello Georg (sacerdote egli stesso e direttore del coro della cattedrale di Ratisbona) e la sorella Maria fino al 1976.

"Un giorno - ricorda oggi un emozionantissimo Burghart Stremitzer - don Joseph mi comunicò che non sarebbe più potuto venire nel nostro albergo perché, nominato vescovo, non era molto conveniente alloggiare in albergo.

Per cui, per non rinunciare alle vacanze brissinesi, avrebbe dovuto alloggiare al seminario. Sembrerebbe l'epilogo di una bella amicizia. E invece no. E' l'inizio di quelle "sorprese" alle quali Papa Benedetto XVI sta abituando i fedeli di tutto il mondo: chiama Stremitzer e gli chiede se può cenare al Gruener Baum. Facilmente immaginabile la risposta. Un po' meno il menu che l'arcivescovo ha puntualmente confermato anno dopo anno, fino allo scorso agosto: palatschinken ai mirtilli, ovvero una semplice crepe (gustosissima, pare di origine boema, comunque diffusa in tutto quello che un tempo era l'impero austro-ungarico) che può essere farcita a piacere ma che al futuro Papa piaceva solo nella versione "ai mirtilli", differenziandosi nettamente dal fratello Georg che, in tutti questi anni, ha continuato a preferire i ribes!

Ma chi è il nuovo Papa? E' una persona carismatica . conferma il signor Burghart - di cultura ed intelligenza assolutamente superiori, fine nello stile, attento a tutte le cose e che si accontenta di poco: mai una volta che abbia chiesto un tavolo particolare. In compenso si è sempre interessato alla nostra famiglia e, devo dire, anche alla nostra clientela".

Una clientela vastissima, peraltro, che proviene da ogni parte del mondo (l'albergo vanta oggi qualcosa come 140 camere e 240 letti e dà lavoro ad una sessantina di dipendenti), e nell' ambito della quale, lo scorso anno, i veneti hanno "pesato" per circa un migliaio di persone: "Frutto - aggiunge Stremitzer- anche dell'ottimo rapporto che abbiamo tessuto in tutti questi anni con l'Università di Padova, che qui ha una sede estiva, e con molti professori che sono diventati più che nostri clienti, nostri cari amici".

Ma torniamo al Papa e alla sua presenza al Gruener Baum. Presenza palese o nascosta? "Palese, palese - si compiace Stremitzer - tanto che, da martedì 19 aprile, giorno dell'elezione, sono stati tanti i clienti che ci hanno testimoniato la loro gioia per l'elezione al soglio di Pietro di un loro "conoscente". Le dirò di più. Un signore tedesco, questa mattina mi ha detto:" Lei che lo conosce bene dica a Papa Benedetto XVI di pregare per l'economia della Germania , perché ritorni ad essere quella di un tempo e noi si possa tornare più spesso a passare le vacanze in Alto Adige!"

Insomma: tedeschi ed italiani, camerieri e cuochi, signor Burghart e signora Christl e Cornelia, la loro figlia che rappresenta l'ottava generazione degli Stremitzer, tutti sono al settimo cielo per l'elezione del "loro" Papa. Un'eventualità, quella dell'elezione di Ratzinger , che a Bressanone era nell'aria. "Io ci speravo - confessa Burgart Stremitzer - ma non osavo dirlo. Mia moglie invece era pronta a scommetterci. Così quando martedì le campane della nostra cattedrale hanno suonato a distesa, siamo corsi davanti al primo televisore acceso e quando il cardinale protodiacono ha detto "Josephus", abbiamo capito che eravamo noi a poter dire "habemus Papam!". Subito dopo ci siamo precipitati al telefono per parlare con Georg, ma il suo telefono è stato occupato per ore e non ci siamo riusciti."

Ma forse, prima di loro, c'era qualcun altro che ci aveva creduto, o che aveva avuto una premonizione. "E' vero. Lo scorso agosto,dopo che per anni a servire il cardinal Ratzinger era quasi sempre stato il nostro responsabile di sala, Roman,, lo chef di casa Stremitzer, Hans, con la scusa che non aveva mai servito un cardinale, ha voluto portare personalmente le "palatschinken" al Cardinale. Forse se lo sentiva…." In ogni caso, al Gruener Baum nessuno vuole credere che una bella storia cominciata nel lontano '68, possa considerarsi finita per uno "scherzo" dello Spirito Santo. " Io ritengo che a Bressanone Benedetto XVI tornerà - confessa il signor Stremitzer - sia perché qui ha molti cari ricordi (la sorella Maria, suo punto di riferimento principale amava questa terra quanto lui), si perchè la mamma era nata qui vicino, a Rio di Punteria, sia perché - infine - ha un sincero rapporto di amicizia col nostro vescovo, Wilhelm Egger, che conosce da più di 15 anni. E poi credo che la natura stessa di questa nostra terra farà sì che benedetto XVI possa considerarla una sorta di "ponte" tra il suo passato bavarese e l'attuale condizione di pastore universale. Se poi vorrà venirci a trovare qui in albergo, non so se resisteremo all'emozione e non so nemmeno se resisteranno i nostri ospiti".

Chiudiamo l'intervista giusto quando il suono delle campane della cattedrale, che è proprio a due passi, entra festoso dalla finestra lasciata aperta. Burghart Stremitzer sorride compiaciuto e di certo non si aspetta l'ultima domanda" Metterete nel menu le "Palatschinken" Benedetto XVI"? Piccola pausa da colpo basso. Poi si riprende:" Di certo qualcosa faremo. Un cliente ci ha suggerito di mettere una foto del Papa, lei pensa al menu…sì, qualcosa faremo".

E non potrebbe essere altrimenti. Per l'ospite più illustre in 210 dieci anni di storia del Gruener Baum, questo elegante signore di 67 ani che risponde al nome difficile di Burghart Stremitzer, ma che è un vero signore nei modi, qualcosa si farà. Se poi il Papa dovesse tornare a Bressanone….

di Giuseppe Zerbetto

 

Il segreto della sala "Vaticano"

Già nel 1700, secondo un antico diritto cittadino, l'edificio del Gruener Baum presentava al portone d'ingresso un albero verde, a significare la possibilità di vitto e alloggio per otto persone per l'intero arco dell'anno.

Nel 1784 l'allora proprietario, Andrea Zingerle, diede in sposa sua figlia a Johan Stranitzer. Da allora questa famiglia, che in seguito mutò il suo cognome in Stremitzer, è proprietaria dell'albergo. Negli anni trenta del Novecento, Hans Stremitzer, baritono molto apprezzato e padre dell'attuale albergatore Burghart, gestiva l'albergo assieme alla madre e alla sorella. Vescovi ed altri noti esponenti del clero usavano riunirsi in quei tempi in una stube molto particolare dell'albergo, detta "Vaticano".