SEI IN : HOME > FORMAZIONE > BRESSANONE 2005 > COMMENTI DEI PARTECIPANTI

FLASH DI COMMENTO FINALE DEI PARTECIPANTI

 

Al termine di ogni corso abbiamo rivolto ai partecipanti questa richiesta:

DESIDEREREMMO CHE CI DESCRIVESSI UNA TUA SENSAZIONE SU QUESTA ESPERIENZA O UN MOMENTO PARTICOLARE CHE TI HA COLPITO…

I commenti che dirigenti e docenti hanno offerto tracciano un quadro positivo del percorso vissuto, che certamente "riconosce" l'idea progettuale del corso, la sua realizzazione e la sua organizzazione. Il significato più interessante di questo riconoscimento sta forse proprio nella grande varietà delle osservazioni, nel loro toccare in modo personale e vivace aspetti diversi del lavoro condotto.

(trascrizione ed elaborazione di Silvia Zanoni)

 

 

CORSO 1

  • L'essere gettata nel progetto, uscire dal si della chiacchiera per esser-ci,

  • essere-con

  • essere-per

  • E' la mia prima esperienza di corso residenziale, mi sono inserita subito nella relazione con i colleghi e nel lavoro di gruppo. Il momento più significativo e produttivo è stato il lavoro di gruppo e lo spettacolo teatrale.

  • La ri-scoperta dei colleghi sul piano professionale e la conferma di riconoscimento di altri.

  • Lodevole è stata l'espressione:" LA RELAZIONE è IL LUOGO DEL CONCEPIMENTO". Grazie a questa esperienza posso tornare a casa più "ricca" e "diversa" da prima.

  • Ho compreso come sia importante, ma anche complesso l concetto del riconoscimento. Mi ha colpito soprattutto il corto col quale ho ritrovato una magia per insegnare "imparando ad apprendere".

  • I momenti di brain storming hanno consentito di superare lo scarto iniziale tra gli spunti culturali e l'esperienza didattica e personale quotidiana. La metacognizione relativa all'apprendimento personale nel corso dei tre giorni.

  • Il piacere più grande è stato quello di ri-conoscermi nelle parole e nelle esperienze, così come nelle aspirazioni e nelle azioni di diversi colleghi.

  • La sensazione di riuscire meglio a controllare la propria emotività nella relazione con gli altri riferendomi alla migliorata capacità di riconoscere le competenze distintive. Si è rinforzata in me la COSCIENZA NEGATIVA già vista come caratteristica peculiare della professionalità docente.

  • Sentire il coinvolgimento di una maggioranza di colleghi e di formatori che, "scendendo dalla cattedra" finalmente hanno vissuto la grande magia del teatro come complessità-differenza-rispetto-punto di partenza per un ritorno a casa

  • Ciò che mi ha colpito è la veridicità dell'argomento, del tema discusso, ma anche la riflessione personale che spesso nella relazione, in situazioni normali, manca totalmente "il riconoscimento" tanto discusso

  • Una sensazione di disorientamento davanti a tanto sapere, intimorisce ma stimola la mente a nuovi percorsi

  • Ho avuto la sensazione di essere a "casa"; un'infusione di fiducia e di ottimismo per il futuro; il desiderio di una scuola che insegna ad essere oltre che a sapere

  • A volte una sensazione di inadeguatezza

  • Si è dato voce a pensieri, esigenze, riflessioni che erano solo nella mia mante o percepite come punti interrogativi della mia esperienza di crescita e di insegnamento

  • A Bressanone di nuovo il "miracolo"

  • Mi ha colpito il racconto dei "ritorni" di Varchetta. Spero che questa sera, a casa, si verifichi il miracolo e ciò che mi ha arricchito si incontri con il divenire di chi solitamente vive vicino a me.

  • La splendida sintonia che si è instaurata tra i miei colleghi di istituto e con il dirigente

  • Durante la seconda giornata , mentre i relatori esponevano, ho avuto la consapevolezza di cosa voglio per la mia vita.

  • IL MOMENTO: I versi scanditi da Gargani con la grazia schietta di un vecchio saggio. L'EMOZIONE: Lo sconforto si stempera nella possibilità di una porta scardinata, ma aperta.

  • Mi ha particolarmente colpito il tipo di interventi del prof. Varchetta, asciutto, incisivo, che porta a riflettere e dà un'emozione intensa.

  • Mi sono sentita aperta al dialogo e al confronto e mi sono stupita del fatto che mi sono messa in gioco in prima persona (non succede facilmente) Il momento della rappresentazione teatrale mi ha commosso. Ho pianto.

  • Epilogo di Emily Muller: grande! Le persone: belle! Brahms ed Elisa, Giacomo, Fiori, Daniela, Giovanna, Floria, Letizia, Daniela…

  • La messa in gioco delle personalità dei docenti e degli "alunni" Le emozioni fluite incessanti attraverso la poesia, la cultura, l'esperienza. L'incontro e la comunione di sé in un rapporto di scambio reciproco di competenze e arricchimento di ogni membro del gruppo

  • E' molto difficile esprimere il mondo di emozioni, perché alla fine dell'esperienza vissuta la pregnanza di ciò che si è smosso nell'animo è stata tale da creare una sorta di "corto circuito" nella razionalità che mi contraddistingue

  • Ho scoperto il piacere di parlare senza timore, pudore, ansia di prestazione; il piacere di riconoscermi negli altri; ma soprattutto il piacere di ASCOLTARE.

 

CORSO 2

  • La sensazione di crescere e riscoprire negli altri qualcosa di me. Emozionarmi di fronte alla creatività, magica, spontaneità degli attori. Desiderio di entrare in relazione e condividere, di prendermi cura e scoprire una nuova realtà.

  • Soprattutto l'atmosfera d'incontro profondo non necessariamente verbale. La forte intesa tra relatori ed organizzatori attraverso anche sguardi e battute spontanei.

  • Mi sono sentita spesso spiazzata e, immediatamente, dopo questi momenti, ho visto aprirsi mondi nuovi che avevo voglia di esplorare.

  • Mi pare incredibile di aver ascoltato, prodotto, condiviso tanto in un tempo così limitato: mi pare di essere qui non solo da tre giorni!

  • Ho la sensazione di tornare che tornerò anche il prossimo anno per assaporare il gusto prezioso dell'incontro tra le riflessioni altrui e le mie.

  • Il concerto in Duomo, incontro-riconoscimento con tante persone (anche quelle non più presenti fisicamente) che fanno parte del coro della mia vita.

  • Ho iniziato questo anno scolastico di V° elementare proponendo ai miei alunni di "volare alto" con me. Ringrazio l'organizzazione della rete STRESA che mi ha permesso di concludere questo anno scolastico "volando alto" con persone splendide, dagli esperti ai colleghi. Mi sono sentita veramente felice e appagata in questi giorni. Tutti i momenti mi hanno colpito molto, dai lavori di gruppo alle straordinarie riflessioni degli esperti.

  • Sensazione di riconoscimento dei propri limiti e delle proprie possibilità durante il lavoro di sottogruppo con i relatori. Sensazione di stupore nell'essere spettatore di luci-suoni-parole che i miei colleghi sono riusciti a creare e a trasmettere.

  • Ho vissuto momenti di grande straordinarietà che mi accompagneranno per sempre e mi aiuteranno a mettere "naso e gambe" fuori dalla porta.

  • "Volare alto" e "non sentirsi sola". Grazie per l'opportunità preziosa che ci avete offerto. La "classe magistrale" ha sempre bisogni di "mettersi in gioco".

  • Ho avvertito una sensazione di benessere nell'esperienza del condividere con le persone del mio stesso istituto sollecitazioni e confronti, ma anche semplici momenti di vita (pasti, passeggiate…). Mi ha colpito il lavoro di sintesi finale, grazie al quale ho ricomposto i diversi fili del discorso.

  • Ho percepito attenzione e cura. Mi sono sentita riconosciuta. Ho vissuto le varie proposte come sorprese, grandi sorprese! Anche la sorpresa finale del commiato: sono stata testimone di un grande evento, grande perché ricco di SORPRESE!

  • Dopo un momento di smarrimento, mi sono ritrovata a casa, in mezzo a presone pronte ad ascoltare non solo le tue concettualizzazioni, ma anche le tue emozioni. Qui si vola sempre!

  • La sensazione forte è quella di "affiatamento" tra i corsisti dei vari gruppi e il desiderio di manifestare e condividere problemi, speranze ed esperienze.

  • Ho potuto dare vita ad un sogno che da anni tengo chiuso in un cassetto: poter partecipare ad un'esperienza di teatro come protagonista.

  • E' fondamentale non fermarsi, non temere i fallimenti, mettersi in discussione, non avere certezze. Ri-cercare insieme usando tutti i linguaggi sperimentabili.

  • Il "ritorno" avuto dall'esperienza teatrale (non solo e non tanto per il percorso fatto). Quello che ho avuto che hanno espresso gli altri dopo la performance: il loro stupore, il coinvolgimento, una sorta di sacro rispetto, l'emozione partecipata, una nuova apertura, affetto, gratitudine… E ancora di più… Quello che "circola", che fluisce, che muove e che le parole non sanno più dire. In particolare mi ha reso felice e commosso quanto ha riferito del suo vissuto rispetto all'evento-teatro, il maestro Agiman.

  • Grazie anche per l'elevazione musicale in Duomo.

  • Mi è spiaciuto che Varchetta sia andato via prima e in quel momento.

  • Mettersi in gioco in un contesto stimolante è un'esperienza che arricchisce e lascia il segno. "che la sabbia del tempo e della pigrizia non ne offuschi i nitidi contorni".

  • Mettermi in gioco nel fare teatro: insieme di tensione-paura-tranquillità. L'ascolto del concerto d'organo: momento di magia! L'ascolto dei relatori: fertilizzante per la mente.

  • Mi sono vestita di nuovo partecipando all'esperienza teatrale. Ho tremato. Ho interpretato e ho esplorato una mia biografia. Ho percorso un momento magico.

  • Sono venuta ancora una volta con la certezza della scoperta di nuove possibilità.

  • Ho apprezzato molto il momento musicale in Duomo. Se l'istituto avesse la stessa armonia percepita!

  • L'esperienza è risultata coinvolgente nell'insieme. Il condividere spazi e tempi con le colleghe ha offerto l'opportunità di riconoscere in loro aspetti nuovi. Mi ha commosso la lettura della parte conclusiva de "il DONO", eseguita da Agiman al termine dell'esperienza.

  • Il contesto generale ha contribuito a rendere emozionante, coinvolgente il corso, In particolare i "blob" e la rielaborazione nei gruppi prima e con le compagne di stanza poi, hanno creato momenti di "magia" che mi porto via.

  • Grande partecipazione emotiva a livello generale, recuperando le relazioni con persone conosciute su temi già discussi, ma in clima, ambiente, sfondo particolarmente stimolanti.

  • L'esperienza vissuta mi ha regalato l'emozione di un prezioso riconoscimento.

  • L'esperienza, rivelatasi molto significativa, ha permesso di "vedere" in un'ottica diversa alcuni miei comportamenti, che non sempre possono essere letti in modo chiaro e significativo.

  • Armoniosa sequenza di momenti suggestivi, flash stimolanti, tremori emozionanti.

  • Galileo trovò nella natura ciò che vi aveva messo: gli infiniti sguardi sul mondo.

  • La pacata sensazione di un brivido che ti percorre per tutto il corpo come una splendida immagine raffaeliana o la soave melodia di un brano superbamente riprodotto.

  • E' stato brutto non essere capita dal conduttore del piccolo gruppo. Non rispettata nel mio intervento. E' stato bello ritrovarmi poi nel grande gruppo.

  • L'atmosfera del gruppo ha fortemente favorito "l'incontro" e una "speranza".