FLASH DI COMMENTO FINALE DEI PARTECIPANTI
Al termine di ogni
corso abbiamo rivolto ai partecipanti questa richiesta:
DESIDEREREMMO CHE CI
DESCRIVESSI UNA TUA SENSAZIONE SU QUESTA ESPERIENZA O UN MOMENTO
PARTICOLARE CHE TI HA COLPITO…
I commenti che
dirigenti e docenti hanno offerto tracciano un quadro positivo del
percorso vissuto, che certamente "riconosce" l'idea progettuale del
corso, la sua realizzazione e la sua organizzazione. Il significato
più interessante di questo riconoscimento sta forse proprio nella
grande varietà delle osservazioni, nel loro toccare in modo
personale e vivace aspetti diversi del lavoro condotto.
(trascrizione ed elaborazione di Silvia Zanoni)
CORSO 1
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L'essere gettata nel
progetto, uscire dal si della chiacchiera per esser-ci,
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essere-con
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essere-per
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E' la mia prima
esperienza di corso residenziale, mi sono inserita subito nella
relazione con i colleghi e nel lavoro di gruppo. Il momento più
significativo e produttivo è stato il lavoro di gruppo e lo
spettacolo teatrale.
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La ri-scoperta dei
colleghi sul piano professionale e la conferma di riconoscimento
di altri.
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Lodevole è stata
l'espressione:" LA RELAZIONE è IL LUOGO DEL CONCEPIMENTO".
Grazie a questa esperienza posso tornare a casa più "ricca" e
"diversa" da prima.
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Ho compreso come sia
importante, ma anche complesso l concetto del riconoscimento. Mi
ha colpito soprattutto il corto col quale ho ritrovato una magia
per insegnare "imparando ad apprendere".
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I momenti di brain
storming hanno consentito di superare lo scarto iniziale tra gli
spunti culturali e l'esperienza didattica e personale
quotidiana. La metacognizione relativa all'apprendimento
personale nel corso dei tre giorni.
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Il piacere più
grande è stato quello di ri-conoscermi nelle parole e nelle
esperienze, così come nelle aspirazioni e nelle azioni di
diversi colleghi.
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La sensazione di
riuscire meglio a controllare la propria emotività nella
relazione con gli altri riferendomi alla migliorata capacità di
riconoscere le competenze distintive. Si è rinforzata in me la
COSCIENZA NEGATIVA già vista come caratteristica peculiare della
professionalità docente.
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Sentire il
coinvolgimento di una maggioranza di colleghi e di formatori
che, "scendendo dalla cattedra" finalmente hanno vissuto la
grande magia del teatro come
complessità-differenza-rispetto-punto di partenza per un ritorno
a casa
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Ciò che mi ha
colpito è la veridicità dell'argomento, del tema discusso, ma
anche la riflessione personale che spesso nella relazione, in
situazioni normali, manca totalmente "il riconoscimento" tanto
discusso
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Una sensazione di
disorientamento davanti a tanto sapere, intimorisce ma stimola
la mente a nuovi percorsi
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Ho avuto la
sensazione di essere a "casa"; un'infusione di fiducia e di
ottimismo per il futuro; il desiderio di una scuola che insegna
ad essere oltre che a sapere
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A volte una
sensazione di inadeguatezza
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Si è dato voce a
pensieri, esigenze, riflessioni che erano solo nella mia mante o
percepite come punti interrogativi della mia esperienza di
crescita e di insegnamento
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A Bressanone di
nuovo il "miracolo"
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Mi ha colpito il
racconto dei "ritorni" di Varchetta. Spero che questa sera, a
casa, si verifichi il miracolo e ciò che mi ha arricchito si
incontri con il divenire di chi solitamente vive vicino a me.
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La splendida
sintonia che si è instaurata tra i miei colleghi di istituto e
con il dirigente
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Durante la seconda
giornata , mentre i relatori esponevano, ho avuto la
consapevolezza di cosa voglio per la mia vita.
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IL MOMENTO: I versi
scanditi da Gargani con la grazia schietta di un vecchio saggio.
L'EMOZIONE: Lo sconforto si stempera nella possibilità di una
porta scardinata, ma aperta.
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Mi ha
particolarmente colpito il tipo di interventi del prof.
Varchetta, asciutto, incisivo, che porta a riflettere e dà
un'emozione intensa.
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Mi sono sentita
aperta al dialogo e al confronto e mi sono stupita del fatto che
mi sono messa in gioco in prima persona (non succede facilmente)
Il momento della rappresentazione teatrale mi ha commosso. Ho
pianto.
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Epilogo di Emily
Muller: grande! Le persone: belle! Brahms ed Elisa, Giacomo,
Fiori, Daniela, Giovanna, Floria, Letizia, Daniela…
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La messa in gioco
delle personalità dei docenti e degli "alunni" Le emozioni
fluite incessanti attraverso la poesia, la cultura,
l'esperienza. L'incontro e la comunione di sé in un rapporto di
scambio reciproco di competenze e arricchimento di ogni membro
del gruppo
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E' molto difficile
esprimere il mondo di emozioni, perché alla fine dell'esperienza
vissuta la pregnanza di ciò che si è smosso nell'animo è stata
tale da creare una sorta di "corto circuito" nella razionalità
che mi contraddistingue
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Ho scoperto il
piacere di parlare senza timore, pudore, ansia di prestazione;
il piacere di riconoscermi negli altri; ma soprattutto il
piacere di ASCOLTARE.
CORSO 2
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La sensazione di crescere e riscoprire
negli altri qualcosa di me. Emozionarmi di fronte alla
creatività, magica, spontaneità degli attori. Desiderio di
entrare in relazione e condividere, di prendermi cura e scoprire
una nuova realtà.
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Soprattutto l'atmosfera d'incontro
profondo non necessariamente verbale. La forte intesa tra
relatori ed organizzatori attraverso anche sguardi e battute
spontanei.
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Mi sono sentita spesso spiazzata e,
immediatamente, dopo questi momenti, ho visto aprirsi mondi
nuovi che avevo voglia di esplorare.
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Mi pare incredibile di aver ascoltato,
prodotto, condiviso tanto in un tempo così limitato: mi pare di
essere qui non solo da tre giorni!
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Ho la sensazione di tornare che tornerò
anche il prossimo anno per assaporare il gusto prezioso
dell'incontro tra le riflessioni altrui e le mie.
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Il concerto in Duomo,
incontro-riconoscimento con tante persone (anche quelle non più
presenti fisicamente) che fanno parte del coro della mia vita.
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Ho iniziato questo anno scolastico di V°
elementare proponendo ai miei alunni di "volare alto" con me.
Ringrazio l'organizzazione della rete STRESA che mi ha permesso
di concludere questo anno scolastico "volando alto" con persone
splendide, dagli esperti ai colleghi. Mi sono sentita veramente
felice e appagata in questi giorni. Tutti i momenti mi hanno
colpito molto, dai lavori di gruppo alle straordinarie
riflessioni degli esperti.
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Sensazione di riconoscimento dei propri
limiti e delle proprie possibilità durante il lavoro di
sottogruppo con i relatori. Sensazione di stupore nell'essere
spettatore di luci-suoni-parole che i miei colleghi sono
riusciti a creare e a trasmettere.
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Ho vissuto momenti di grande
straordinarietà che mi accompagneranno per sempre e mi
aiuteranno a mettere "naso e gambe" fuori dalla porta.
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"Volare alto" e "non sentirsi sola".
Grazie per l'opportunità preziosa che ci avete offerto. La
"classe magistrale" ha sempre bisogni di "mettersi in gioco".
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Ho avvertito una sensazione di benessere
nell'esperienza del condividere con le persone del mio stesso
istituto sollecitazioni e confronti, ma anche semplici momenti
di vita (pasti, passeggiate…). Mi ha colpito il lavoro di
sintesi finale, grazie al quale ho ricomposto i diversi fili del
discorso.
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Ho percepito attenzione e cura. Mi sono
sentita riconosciuta. Ho vissuto le varie proposte come
sorprese, grandi sorprese! Anche la sorpresa finale del
commiato: sono stata testimone di un grande evento, grande
perché ricco di SORPRESE!
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Dopo un momento di smarrimento, mi sono
ritrovata a casa, in mezzo a presone pronte ad ascoltare non
solo le tue concettualizzazioni, ma anche le tue emozioni. Qui
si vola sempre!
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La sensazione forte è quella di
"affiatamento" tra i corsisti dei vari gruppi e il desiderio di
manifestare e condividere problemi, speranze ed esperienze.
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Ho potuto dare vita ad un sogno che da
anni tengo chiuso in un cassetto: poter partecipare ad
un'esperienza di teatro come protagonista.
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E' fondamentale non fermarsi, non temere i
fallimenti, mettersi in discussione, non avere certezze.
Ri-cercare insieme usando tutti i linguaggi sperimentabili.
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Il "ritorno" avuto dall'esperienza
teatrale (non solo e non tanto per il percorso fatto). Quello
che ho avuto che hanno espresso gli altri dopo la performance:
il loro stupore, il coinvolgimento, una sorta di sacro rispetto,
l'emozione partecipata, una nuova apertura, affetto,
gratitudine… E ancora di più… Quello che "circola", che fluisce,
che muove e che le parole non sanno più dire. In particolare mi
ha reso felice e commosso quanto ha riferito del suo vissuto
rispetto all'evento-teatro, il maestro Agiman.
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Grazie anche per l'elevazione musicale in
Duomo.
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Mi è spiaciuto che Varchetta sia andato
via prima e in quel momento.
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Mettersi in gioco in un contesto
stimolante è un'esperienza che arricchisce e lascia il segno.
"che la sabbia del tempo e della pigrizia non ne offuschi i
nitidi contorni".
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Mettermi in gioco nel fare teatro: insieme
di tensione-paura-tranquillità. L'ascolto del concerto d'organo:
momento di magia! L'ascolto dei relatori: fertilizzante per la
mente.
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Mi sono vestita di nuovo partecipando
all'esperienza teatrale. Ho tremato. Ho interpretato e ho
esplorato una mia biografia. Ho percorso un momento magico.
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Sono venuta ancora una volta con la
certezza della scoperta di nuove possibilità.
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Ho apprezzato molto il momento musicale in
Duomo. Se l'istituto avesse la stessa armonia percepita!
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L'esperienza è risultata coinvolgente
nell'insieme. Il condividere spazi e tempi con le colleghe ha
offerto l'opportunità di riconoscere in loro aspetti nuovi. Mi
ha commosso la lettura della parte conclusiva de "il DONO",
eseguita da Agiman al termine dell'esperienza.
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Il contesto generale ha contribuito a
rendere emozionante, coinvolgente il corso, In particolare i
"blob" e la rielaborazione nei gruppi prima e con le compagne di
stanza poi, hanno creato momenti di "magia" che mi porto via.
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Grande partecipazione emotiva a livello
generale, recuperando le relazioni con persone conosciute su
temi già discussi, ma in clima, ambiente, sfondo particolarmente
stimolanti.
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L'esperienza vissuta mi ha regalato
l'emozione di un prezioso riconoscimento.
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L'esperienza, rivelatasi molto
significativa, ha permesso di "vedere" in un'ottica diversa
alcuni miei comportamenti, che non sempre possono essere letti
in modo chiaro e significativo.
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Armoniosa sequenza di momenti suggestivi,
flash stimolanti, tremori emozionanti.
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Galileo trovò nella natura ciò che vi
aveva messo: gli infiniti sguardi sul mondo.
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La pacata sensazione di un brivido che ti
percorre per tutto il corpo come una splendida immagine
raffaeliana o la soave melodia di un brano superbamente
riprodotto.
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E' stato brutto non essere capita dal
conduttore del piccolo gruppo. Non rispettata nel mio
intervento. E' stato bello ritrovarmi poi nel grande gruppo.
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L'atmosfera del gruppo ha fortemente
favorito "l'incontro" e una "speranza".
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