DIARIO DEL CORSO ESTIVO DI BRESSANONE
2005
ISTITUTO COMPRENSIVO DI SUISIO
RIFLESSIONI ED EMOZIONI DEL GRUPPO
28/06/05 ORE 16,00 – Pronti? Via!
Fraseggiando un itinerario conoscitivo che si snoda intorno a Dante,
Nietzche, Freud, Rousseau … il Professor Gargani tratteggia, con
toni vivaci e pittoreschi, la necessità di una ricerca introspettiva
e progettuale come conoscenza di un sé oggettivato e reinterpretato
nell’alterità della relazione.
ORE 17.40 – Si lavora in gruppo!
Uno
sguardo di reciprocità rompe il bozzolo dell’indifferenza pudica e
il tremore dell’estraneità: emergono ricordi, paure, istantanee di
un’identità negata o confermata nel riconoscimento di un io che
emerge faticosamente da ciò che è stato, un io confuso e mai
concluso.
ORE 22 – La sera tra i vicoli
Linsolità
temperatura tropicale evapora nella frescura della sera, in quel di
Bressanone, vicoli madidi di luce evanescente, accorciano le
distanze, rinfrancano, restituiscono un senso alle parole.
29/06/05 ORE 11.30 – Agiman:
un’esplosione pirotecnica
Agiman
sorprende i presenti orchestrando i pensieri in una composizione
armonica e dissonante come lo scroscio intenso ed improvviso della
pioggia che rinfresca il ritmo affaticato dai tempi stretti degli
incontri.
ORE 17 – La borsa svuotata
La
riflessione acuta e provocatoria di Varchetta, rilancia, attraverso
l’incanto di una "Emily Muller" seducente e disincantata, il senso
di una mancanza che diventa occasione di incontro, scoperta,
conferma, restituzione a sé, attraverso l’appropriazione dell’altro
da sé.
ORE 21.30 – "Le teatranti"
Lo spazio
scenico rompe gli schemi delle procedure congressuali attraverso
l’esperienza della compartecipazione e del riconoscimento.
L’indifferenza delle teatranti che disconoscono, all’inizio della
rappresentazione, le colleghe sorprese, evolve attraverso la
proposta di un proprio ruolo, l’esibizione dei propri limiti e la
riflessione speculare delle emozioni e dei progetti.
30/06/05 ORE 9.00 – Concertare
intenti
La
polifonia dell’organo, nello spazio suggestivo e rilucente del duomo
di Bressanone, diventa metafora di un gruppo quale spazio di
relazioni che accrescono, concertano, valorizzano le individualità.