SEI IN : HOME > AZIONI > FORMAZIONE > 2003/2004 > NAPOA 2 > DIEGO NAPOLITANI

EVENTI DI FORMAZIONE IN COLLABORAZIONE CON NAPOA 2

 

L'incontro a Romano di Lombardia con lo psicoanalista Diego Napolitani sul tema "Parole e Silenzi: momenti femminili e maschili nella conoscenza"

 

Si è tenuto venerdì 23 aprile 2004 a Romano di Lombardia, in una gremitissima "Sala della Rocca", l’incontro con lo psicoanalista Diego Napolitani sul tema "Parole e Silenzi: momenti femminili e maschili nella conoscenza", organizzato dalla Scuola Media Statale "G. B. Rubini" di Romano di Lombardia e coordinato dal dirigente scolastico, prof. Salvatore Carfì.

L’evento è stato patrocinato dal Comune di Romano di Lombardia.

Ha aperto i lavori la dott.ssa Giovanna Barzanò, ispettrice del MIUR, che ha ricondotto l’evento all’azione sinergica di due progetti: il progetto NAPOA 2 e il progetto FSE denominato "Donne, mercato del lavoro e formazione a Bergamo", gestito dalla Scuola Media "Rubini" per conto della Rete STRESA.

Il progetto NAPOA (Nuovi Apprendimenti per l’Organizzazione che apprende) coinvolge numerose istituzioni scolastiche bergamasche in azioni specifiche intorno ai temi dell’autovalutazione, dell’educazione permanente, del lavoro coordinato in rete, della flessibilità e dell’interazione fra scuola e mondo del lavoro.

La Rete STRESA (Strumenti per l’Efficacia della Scuola e l’Autovalutazione) lavora alla definizione delle competenze necessarie ad una scuola intesa come "organizzazione che apprende", che controlla la qualità della sua azione per migliorare i risultati ed orientare efficacemente l’apprendimento.

Attraverso la Scuola Media "G. B. Rubini", la Rete STRESA entra nell’attività di studio "Donne, mercato del lavoro e formazione a Bergamo", finanziata dal Fondo Sociale Europeo e avente come oggetto l’analisi delle condizioni del mercato del lavoro nella Provincia di Bergamo in riferimento alla distribuzione di genere. Compongono il progetto anche l’Ente Bicamerale Commercio di Bergamo, la società cooperativa Cornucopia, l’Agenzia Formazione e Lavoro e la Rete SUSFOL, rappresentata dall’ISIS "Galli" di Bergamo.

L’attività di ricerca è finalizzata ad ampliare la conoscenza del contesto di riferimento, considerandolo in chiave di genere, a fornire un utile know how sulle caratteristiche territoriali in tema di parità e di pari opportunità e ad elaborare proposte formative per la realizzazione attiva di pari opportunità.

L’intervento del prof. Diego Napolitani, noto psicoanalista e già consulente della Rete STRESA, si ascrive nell’ambito delle proposte formative che il Progetto promuove intorno ai temi della differenza di genere e delle pari opportunità uomo-donna.

Di fronte ad un’ attenta – e ammirata - platea di docenti, Napolitani ha indagato il tema della conoscenza e quello del femminile e del maschile come modalità differenti della conoscenza. Mediante puntuali riferimenti al testo biblico, a Platone e alle moderne neuroscienze, Napolitani ha definito la conoscenza come atto creativo, concepitivo, fecondo: crea ciò che non c’è e penetra l’esistente. E l’atto creativo scaturisce dal silenzio, più che alle parole, dove il silenzio è modalità femminile e la parola -logos, ratio, pensiero geometrico, scansione logica- è modalità maschile. Da dove scaturisca l’atto creativo non è dato nominare e non è nominato in termini positivi, chiamato ir-razionale, comunque senza nome, eppure grembo fecondo, evento sorprendente, che eccita stupore, che lascia senza parole. Efficace la metafora del "buco nero" che appare come non materia e, invece, è materia stellare tanto addensata che nulla può venirvi fuori, è l’ iper-materia, genesi, Big Bang: l’universo nasce dal silenzio, dal buco nero, dal femminile.

Qualificati gli interventi dalla sala, che hanno sollecitato a Napolitani ulteriori riflessioni sul rapporto tra conoscenza ed educazione, tra educazione, logica e bellezza. La conoscenza – ha risposto Napolitani – non è cumulativa e non segue un ordinamento seriale. Nella conoscenza, invece, qualcosa si disordina dentro di me, ma questo disordine è generativo del nuovo…. Nella conoscenza, occorre dare credito alle intuizioni, perché intuire è "essere dentro" al mondo che ho di fronte, entrarvi ed essere quel mondo.

Educare – ha concluso – significa "portare fuori" dal recinto originario la persona che vorrebbe trans-gredire, andare oltre, ma gli batte il cuore… Educare è entrare nel mondo del bambino attraverso la via intuitiva, partecipando delle emozioni che portano un bambino a dire: "Non mi piacciono la bruttezza e la cattivezza, ma la bellezza e l’amorezza".

La qualità del dibattito e il numerosissimo pubblico intervenuto attestano il successo di un evento che testimonia l’interesse verso la tematica trattata e, altresì, la capacità delle istituzioni scolastiche coinvolte di mettere a disposizione competenze esperte nella formazione e nella attuazione di progettazioni educative.

DALL'ECO DI BERGAMO DI MARTEDI' 4 MAGGIO 2004

Incontri sulle pari opportunità

Sala della Rocca a Romano gremita in occasione dell'incontro con lo psicoanalista Diego Napolitani sul tema «Parole e silenzi: momenti maschili e femminili della conoscenza», organizzato dalla scuola media «Giovan Battista Rubini» di Romano e coordinato dal dirigente scolastico Salvatore Carfì. Un'iniziativa che ha avuto il patrocinio del Comune di Romano. La scuola media cittadina partecipa al progetto del Fondo sociale europeo denominato «Donne, mercato del lavoro e formazione a Bergamo». Un progetto che analizza le condizioni del mercato del lavoro nella nostra provincia specie sul tema delle pari opportunità.
Nella serata Diego Napolitani ha indagato sul tema della conoscenza, sia dal punto di vista maschile che femminile con le diverse modalità anche attraverso riferimenti alla Bibbia, a Platone e alle neuroscienze moderne. Diversi gli interventi dei presenti in sala con riflessioni sul rapporto tra conoscenza ed educazione, tra educazione, logica e bellezza. La serata alla Rocca di Romano è stata introdotta da Giovanna Barzanò, ispettrice del ministero dell'Istruzione, che ha inquadrato la serata nell'ambito dei progetti che coinvolgono diverse scuole in provincia.